In consiglio comunale evidenziate le necessità per evitare il tracollo delle strutture
Di giorni decisivi per le sorti del futuro la città dell'Aquila ne ha vissuti diversi. Oggi è uno di quelli. È previsto a Roma, infatti, l'incontro tra il premier, Mario Monti, esponenti del Governo e rappresentanti delle Istituzioni locali e regionali per verificare la possibilità di reperire risorse utili per continuare ad affrontare le spese legate all'emergenza. Risorse necessarie per rinnovare i contratti a tempo determinato dei lavoratori assunti presso il Comune dell'Aquila e in quelli del cratere per espletare le pratiche burocratiche legate alla ricostruzione (in scadenza tra qualche giorno), garantire continuità delle prestazione dei dipendenti di Abruzzo Engineering, pagare contributi di autonoma sistemazione, affitti concordati ed erogazione di servizi di assistenza alla popolazione del cratere. Il commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, ed il sindaco, Massimo Cialente, incontreranno il presidente del Consiglio alle 16,30 per fare il punto della situazione; stando a quanto appreso, inoltre, la riunione sarà sarà anticipata da un confronto privato tra Monti e Chiodi, in qualità di esponente del governo (in quanto commissario delegato). Ieri si è svolto un consiglio comunale straordinario proprio incentrato sul problema dell'integrazione dei fondi per l'emergenza e sulla relativa copertura finanziaria che saranno al centro del summit odierno. Cialente nel corso del Consiglio ha definito «infondate» le questioni sollevate dal ministero delle Finanze sul rinnovo dei contratti dei dipendenti del Comune, lanciando bordate a Chiodi, accusato di ritardare la ricostruzione pesante. A Monti, annuncia, proporrà un decreto legge con le risorse per il cratere. Un conto da 190 milioni, 160 in più di quelli già stanziati, che il primo cittadino presenterà al capo del Governo. «Per il 2011 - ha dichiarato Cialente - per il "cratere" sono stati stanziati 350 milioni di euro, erano stati 280 nel 2010, mentre per il 2012 sono previste risorse per soli 30 milioni di euro. La prima emergenza legata a questa contrazione di risorse è costituita dalla mancanza di copertura finanziaria per il rinnovo dei contratti del personale a tempo determinato assunto per fronteggiare il sopraggiunto carico di lavoro». Una situazione di empasse che, secondo il sindaco «sta già provocando problemi e rallentamenti, visto che alcuni contratti sono scaduti. Basti pensare - ha aggiunto il sindaco - che alla vigilia di Natale avremmo dovuto assegnare alloggi del progetto Case e Map. Non è stato possibile proprio per l'assenza di questi dipendenti che sono, numericamente e per competenze, alla base di settori nevralgici della fase post sisma. La ricostruzione è bloccata, sospetto per mancanza di fondi, e abbiamo progetti per il centro storico, presentati dai cittadini, che la struttura commissariale, con in testa Chiodi, tiene fermi in maniera pretestuosa con la questione dei piani di ricostruzione». Il primo cittadino ha poi formulato l'ipotesi di spesa che formulerà nel corso dell'incontro con il premier: «La previsione di spesa - ha proseguito il primo cittadino - può essere quantificata, per tutto il 2012, in 18,5 milioni e per il personale, tra Comuni, Provincia e Sge, 67 milioni 337 mila euro per l'assistenza alla popolazione, 50 milioni di euro per altre spese legate ai rimborsi e agli indennizzi e 54 milioni di euro per il personale dei Vigili del fuoco e delle forze dell'ordine, oltre che per l'adeguamento dei bilanci degli enti locali». 160 milioni che andrebbero ad aggiungersi ai 30 già in cassa. Tutta da valutare la possibilità che il Governo accetti le condizioni che verranno imposte a Roma. In caso contrario Chiodi ha in più occasioni dichiarato l'intenzione di dimettersi da commissario e non sono escluse manifestazioni eclatanti dei sindaci del cratere. Duro anche il commento dell'assessore con delega all'assistenza alla popolazione Fabio Pelini: «A noi si chiedono sacrifici, mentre le strutture commissariali continuano a prosciugare risorse che vengono sottratte all'emergenza e alla ricostruzione».
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