D'Addario: possibile la bonifica del polo chimico
POPOLI. Crisi del lavoro in Val Pescara, occupazione, decreto Monti e bonifica delle aree inquinate di Bussi sul Tirino da destinare alla reindustrializzazione. Sono i temi dei riflessi della crisi economica che da tre anni ha colpito l'Italia, e non solo, sui quali prova a tracciare un bilancio e a dare suggerimenti per una possibile ripresa, il segretario provinciale della Filctem-Cgil, Giovanni D'Addario.
«Il 2011 ha consolidato purtroppo un trend negativo per la crisi economica in Italia, che finora ha prodotto poco meno di 3 miliardi e 300 milioni di ore di cassa integrazione registrate in tre anni», ricorda il sindacalista, «ha inciso sul reddito di oltre 500 mila lavoratori, che mediamente hanno perso circa 22 mila euro ciascuno stando in cassa integrazione».
E anche per la Val Pescara i numeri sono impressionanti: «Coloro che hanno perso l'occupazione sono circa 800, mentre quelli che hanno usufruito degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga) sono 1.100. E ora anche questi rischiano la perdita del posto di lavoro se non ci sarà una reale ripresa. Con questi numeri», dice sicuro D'Addario, «si rischia di tornare indietro di cento anni: tutti gli indicatori ci dicono che si ricorre sempre più spesso al lavoro nero e se non è lavoro nero è lavoro illegale, che nella nostra provincia è aumentato notevolmente. Il tutto a discapito della sicurezza nei luoghi di lavoro, che continuano a mietere infortuni, a volte mortali. Tutto questo produrrà un arretramento sia socio-economico sia culturale, se non si interverrà strutturalmente».
E il decreto Monti di certo, per D'Addario, non aiuterà la ripresa.
La Filctem Cgil di Pescara ritiene, come tutta la Cgil, che «questa manovra, oltre ad essere iniqua, non dà slancio all'economia italiana, tanto meno a quella della Val Pescara. Gli interventi che dovevano essere fatti erano altri e non bisognava assolutamente colpire i soliti noti, come ha fatto Monti. Solo facendo pagare di più chi ha di più, si potrà ridare slancio ai consumi e all'economia».
D'Addario, insomma, boccia Monti in linea con il suo sindacato a livello nazionale. Ma nella manovra qualcosa di apprezzabile c'è, secondo il sindacalista, che potrà essere utile alla parziale soluzione del problema occupazionale in Val Pescara e anche con tempi immediati: la bonifica delle aree inquinate del polo chimico di Bussi, operazione che aprirebbe le porte a nuovi investimenti per insediamenti industriali e nuova, «sicura», occupazione.
«E' l'articolo 40 in materia di siti inquinati», spiega, «la norma di Monti consente la loro bonifica, anche se non sono dismessi. E questo è il caso di Bussi, dove si può dunque avviare il progetto da 50 milioni di euro redatto dal commissario Adriano Goio, anche se la Solvay non ha ancora completato la totale dismissione delle aree interessate e che comunque l'industria dovrebbe mettere a disposizione. Per salvaguardare i livelli occupazionali, ora che gli ammortizzatori sociali sono stati prorogati fino a tutto il 2012, è necessario», conclude D'Addario, «che vengano avviati i corsi di riqualificazione professionale, in modo che i lavoratori siano pronti per nuovi ruoli lavorativi, riqualificazione che potrebbe svolgersi proprio con la Toto spa, l'azienda che vuole insediarsi a Bussi officine».