PESCARA - Politica di rigore per il risanamento dei conti prima di passare alla fase due, quella chiamata a liberare risorse per lo sviluppo. La maggioranza di centrodestra si stringe attorno al presidente Gianni Chiodi lanciando messaggi che evocano le ricette del Governo Monti. La fotografia della regione è insomma un po' quella del Paese stesso, nel giorno in cui all'Emiciclo approda il bilancio consuntivo 2012, ultima sfida dell'anno tra maggioranza e opposizione.
Nella prima commissione si è lavorato sodo in questi giorni, facendo le pulci ad ogni singola voce dei capitoli di spesa. Ma nonostante il gioco delle parti, il presidente Emilio Nasuti si dice soddisfatto: «Mi auguro che le minoranze prendano atto della posta in gioco e devo dire che sino ad oggi è stato fatto un grande lavoro, anche se poi quando si va in Consiglio ognuno fa valere la propria casacca. Questa è la terza finanziaria lacrime-e-sangue che siamo costretti a varare per i debiti che vengono da lontano. Ci sono ancora capitoli a costo zero, ma ci stiamo avviando verso una fase nuova».
Anche il portavoce del gruppo Pdl in Consiglio regionale, Riccardo Chiavaroli riassume un po' gli stessi concetti, ma con qualche differenza: «Diciamo che quello che ci apprestiamo a votare non è più il bilancio lacrime-e-sangue degli ultimi due anni. Sono stati chiesti sacrifici necessari per il risanamento della Regione, ma ora si passa alla fase due, quella del rilancio; inizia una sorta di giro di boa che ci consentirà finalmente di lavorare sulle strategie di sviluppo».
Anche le parti sociali scendo in campo. Ieri mattina una delegazione della Confesercenti si è presentata davanti all'Emiciclo dove ha tenuto un presidio per chiedere modifiche alla manovra di bilancio, giudicando il testo proposto assolutamente inadeguato a rispondere alle emergenze del territorio: niente fondi per le attività produttive, nessuna riduzione delle tasse, difficoltà di accesso al credito, mentre cresce il divario competitivo con le altre regioni. Sono queste le critiche più incalzanti che l'associazione di categoria rivolge al documento consuntivo 2012. Critiche anche dalla Cisl Abruzzo per la tassazione che, a detta del segretario regionale Maurizio Spina, resta ancora alta. La proposta è di rivedere subito l'aliquota Irpef dello 0,5% imposta dal Piano di rientro sulla sanità, una volta accertato il pareggio dei conti per il 2011, come aveva anticipato dall'assessore al Bilancio Carlo Masci. La Cisl fa riferimento con una certa preoccupazione anche alle risorse per lo sviluppo: i fondi europei del 2011, già tutti utilizzati, e quelli dei Fas, che non si vedono. Dalla Cgil arriva invece l'invito a concentrare l'attenzione sulla salute e la sicurezza sul lavoro, attraverso misure adeguate da inserire nella finanziaria 2012. L'organizzazione sindacale, a firma di Mimì D'Aurora della segreteria regionale, ricorda che da anni gli organici delle Asl per i servizi di prevenzione sono ridotti ai minimi termini, meno di un terzo del necessario, in una regione in cui resta alto il numero degli infortuni, soprattutto mortali.
Ma oggi all'Emiciclo sarà scontro anche sulla società unica dei trasporti, le indennità maggiorate dei dirigenti, la riorganizzazione delle Asl, i fondi destinati al sociale e alla produzione, che dovrebbero trovare voce nei vari emendamenti.