L'AQUILA. Si respira per tre mesi. Oggi il premier Mario Monti firma l'ordinanza che dà la boccata d'ossigeno e proroga fino al prossimo 31 marzo 2012 i contratti dei lavoratori precari e le spese per l'emergenza post terremoto dell'Aquila. Nel frattempo, sarà uno specifico tavolo di lavoro a quantificare le risorse necessarie per tutto il 2012. Il commissario Gianni Chiodi e il sindaco Massimo Cialente sono tornati da Roma riuscendo a strappare al nuovo governo tecnico questo primo impegno. La parola d'ordine - dopo l'atteso faccia a faccia di ieri - è una sola: «risparmiare». Nessuna illusione, dunque. A caldo, il sindaco Massimo Cialente si è dichiarato soddisfatto dell'esito della riunione nei palazzi romani, mentre il governatore Chiodi per ora ha deciso di sospendere ogni giudizio.
Il primo confronto ufficiale dedicato dal governo Monti al post-sisma in Abruzzo è iniziato dopo il consiglio dei ministri, terminato alle 18: il primo ad essere ricevuto è stato il commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi, che ha parlato da solo con il premier per una ventina di minuti. Poi, dalle 18.30 alle 19.50, si è svolta la riunione allargata a tutta la delegazione: oltre al presidente del consiglio c'erano il vice premier, Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Antonio Catricalà, il capo della Protezione, Franco Gabrielli, rappresentanti del ministero dell'Economia. Con Chiodi e Cialente sedeva anche il vicecommissario Antonio Cicchetti.
In attesa dell'ordinanza che Monti dovrebbe firmare oggi, restano sul piatto i 30 milioni di euro previsti dalla legge 77 per il 2012.
Fondi che dovrebbero essere allargati, per prorogare di tre mesi le spese relative all'emergenza, ma non di molto (forse fino a 50 milioni). Insomma, il governo vuole valutare bene quali siano le reali esigenze e soprattutto chiede che dalla fase dell'emergenza si passi a quella della ricostruzione. Posizione, questa, condivisa anche da Chiodi e Cialente. Il commissario all'uscita parla di «incontro interlocutorio» ed esprime soddisfazione «per il tempo che Monti ci ha voluto dedicare». Ma il suo giudizio resta sospeso. «Bisognerà fare una sorta di spending review», spiega Chiodi, «e attivare tutte le procedure acceleratorie della fase della ricostruzione: alla fine ci sarà la riunificazione delle contabilità. Cioè non si parlerà più di emergenza e si potrà attingere anche ai fondi della ricostruzione».
Come richiesto dal ministero dell'Economia, si lavorerà quindi alla revisione della spesa, individuando le possibili razionalizzazioni e i necessari interventi di snellimento in merito alla macchina complessiva dell'emergenza.
Il sindaco Cialente si sbilancia di più: «Abbiamo ottenuto un primo risultato, che permette a tutti i Comuni del cratere di andare avanti per altri tre mesi. Da parte del governo c'è la necessaria, anche se severa, attenzione. Ho sottolineato», conclude Cialente, «che bisogna approfondire le cause dei ritardi che si stanno accumulando per la ricostruzione pesante e che c'è in discussione alla Camera la legge per L'Aquila, che prevede un superamento della fase commissariale e anche un ridimensionamento del ruolo dei piani di ricostruzione».