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Data: 29/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Vertice interlocutorio con il premier emergenza prorogata per tre mesi. Monti: «Situazione delicata». Chiodi: «Dimissioni? Non decido ora». Cialente: «I precari sono salvi»

Dal super vertice a palazzo Chigi con Mario Monti esce una soluzione di compromesso che, per il momento, ridimensiona le polemiche e scongiura le dimissioni del commissario Gianni Chiodi e del sindaco Massimo Cialente. Un incontro che tutti definiscono interlocutorio nel quale è stato deciso che l'emergenza sarà prorogata per altri tre mesi, entro i quali dovrà essere messo a punto il quadro finanziario e organizzativo di tutto il 2012. Significa che saranno garantiti per altri novanta giorni, tra gli altri, i fondi per pagare i contratti dei precari impegnati nelle pubbliche amministrazioni, il contributo di autonoma sistemazione, le spese per l'assistenza alla popolazione. Oltre a tutte le uscite rendicontate dagli enti e ai costi delle forze dell'ordine. Il tutto sarà tradotto in un'ordinanza ponte che sarà pronta già dalla giornata di oggi. Nel frattempo, però, andrà ripensato l'intero meccanismo, anche organizzativo, della gestione post terremoto, nell'ottica di contenere i costi, unificare le due contabilità (emergenza e ricostruzione) in una sola voce e concentrare gli sforzi sulle case E e i centri storici.
Un cambiamento necessario all'insegna dell'austerity anche perché il premier Monti è stato chiarissimo: «La situazione del Paese è delicata, dobbiamo tenerne conto tutti e collaborare affinché si trovino le soluzioni migliori». Si è parlato anche della necessità di un riferimento governativo per la ricostruzione, come aveva chiesto il commissario Chiodi a gran voce. Nessuno si è sbilanciato più di tanto su eventuali nomi, ma sembra prendere corpo l'idea di una continuità con Gianni Letta: sarà con tutta probabilità l'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, a tessere i rapporti tra le istituzioni locali, la struttura commissariale e i ministeri.
Tiepide, per non dire fredde, le reazioni dei partecipanti. Gianni Chiodi ha parlato prima in Consiglio dei Ministri («L'Abruzzo sta compiendo uno sforzo di risanamento senza pari, ma se il Governo non rinnova l'attenzione all'Aquila e al cratere l'opera è compiuta solo a metà»), poi ha incontrato il premier a tu per tu e solo alla fine ha partecipato al summit allargato agli altri componenti della delegazione e ai rappresentanti del Governo e della Protezione civile (c'erano Cialente, Cicchetti, il vice ministro all'Economia Grilli, la Ragioneria dello Stato e Gabrielli). Al termine della maratona Chiodi non si è sbilanciato: «Nessuna dichiarazione da fare. È un momento interlocutorio, vedremo. Niente dimissioni? Mica si decide ora».
Per il suo vicario, Antonio Cicchetti, «è stata una bella discussione. Ci sarà un'ordinanza ponte nella quale verranno garantiti alcuni mesi ulteriori con l'impegno di riesaminare la situazione organizzativa. Il presidente Monti ha sottolineato la difficoltà della situazione del Paese, anche noi ne dovremo tener conto e collaborare affinché si trovino le soluzioni migliori. Un discorso ben fatto, chiaro, sul quale c'è poco da dire. Una posizione accettabile, non vedo niente di tragico. Non si poteva fare più».

Cialente: «I precari sono salvi»
Il sindaco soddisfatto: «Saranno i protagonisti della ricostruzione»

«Mi è sembrata gente molto seria e precisa per la quale uno più uno fa due». Il sindaco Massimo Cialente si è detto molto soddisfatto dell'incontro romano con il premier Mario Monti che ha avuto l'onore di introdurre. «A mio avviso i lavoratori precari sono salvi perché grazie alla unificazione dei fondi per la ricostruzione con quelli dell'emergenza - ha spiegato il sindaco - loro diventeranno i protagonisti della ricostruzione». Il primo cittadino ha informato in tempo reale i consiglieri e i lavoratori presenti ancora nella sede comunale dopo lo scioglimento del consiglio circa l'esito della riunione con Monti chiamando telefonicamente l'assessore Stefania Pezzopane e parlando in viva voce. «La parola d'ordine è stata risparmiare perciò dopo emanazione dell'ordinanza prevista per oggi che garantirà la copertura dell'emergenza per tre mesi ci incontreremo di nuovo a Roma per parlare di un piano di razionalizzazione». Anche sull'utilizzo dei fondi Fas Cialente si è espresso positivamente. «Ci daranno una copertura per tutto il 2012 senza ricominciare con il tira e molla». Durante l'incontro si è parlato anche di come accelerare la ricostruzione. «In ogni caso ci hanno detto che i soldi sono pochi - ha continuato Cialente -. Era perfino in pericolo il Cas, poi abbiamo cercato di far capire come stanno davvero le cose all'Aquila».
Il risultato ottenuto è stato accolto freddamente dai precari del Comune. Anche molti consiglieri hanno rilanciato la necessità di una mobilitazione come Angelo Mancini. «La verità è che ci daranno i 30 milioni che ci avevano già accordato che copriranno i primi tre mesi - ha detto -. È necessario lanciare una mobilitazione di tutta la città».

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