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Data: 30/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Bilancio, maratona nella notte in Consiglio. L'azienda unica dei trasporti al centro del contrasto fra maggioranza e centrosinistra. L'opposizione lascia l'aula quando parla Chiodi ma si va verso l'approvazione

L'AQUILA. L'ultimo panino della serata si consuma attorno alle 21 e a un passo dall'approvazione del documento programmatico. Anche per il bilancio di previsione e la Finanziaria gli scogli sembrano superati. Ma per il voto occorre aspettare. Oggi forse. E comunque prima della scadenza di domani che porterebbe l'Abruzzo verso la gestione provvisoria.
Nella giornata in cui a Roma il presidente Monti parla di rilancio e manovra "cresci Italia", qui in consiglio regionale si assiste anche quest'anno all'ultimo "assalto alla diligenza", malgrado i soldi siano davvero pochi. Sotto una valanga di emendamenti e sub emendamenti (alla fine più di mille) presentati da maggioranza e opposizione, oltre a risoluzioni e articoli inseriti sul fil di lana in Commissione, si è cercato di far contenti un po' tutti in modo da far digerire il bilancio 2012 che la giunta di centrodestra di Gianni Chiodi ha battezzato "senza debiti" e che presenta con orgoglio. Allegata c'è la Finanziaria, il documento nel quale dovrebbero trovare copertura tutte le spese previste e sul quale pende il grosso interrogativo della legge dei trasporti. Per il Pd è la prima condizione preliminare per andare avanti, il secondo è l'emendamento sulla detassazione dell'Irpef con i futuri fondi svincolati dalla Sanità. «È la prova verità», ripete il capogruppo Camillo D'Alessandro perché il Pd non ha fatto altro che prendere la legge di riforma sulla società unica su gomma (dalla fusione di Arpa, Gtm e Sangritana) studiata dall'assessore Giandonato Morra (Pdl) e riproporla nella Finanziaria. L'aveva fatto anche in sede di commissione, senza successo. «Adesso vediamo se il Pdl vota contro la legge del suo assessore», è la sfida del Pd. Un caso politico più che tecnico, perché lo stesso Morra era disposto a dare le dimissioni se non avesse visto il suo gruppo dargli un po' di fiducia. Ci sono volute quasi tre ore, due rinvii in aula, due riunioni di maggioranza e una con l'opposizione per trovare una via d'uscita. Alle 17 Morra era già più sereno. «L'emendamento si può votare, è un impegno sulla riforma che vogliamo tutti e che lascia alle aziende di trasporto i problemi sulla fusione», annuncia il capogruppo Pdl Lanfranco Venturoni. Un atto di indirizzo "aperto" anche per l'altro vincolo posto dal Pd, la detassazione. Venturoni: «Nel 2012 non sappiamo che cosa avverrà, quando saranno svincolati i 40milioni della Sanità sarà nostro impegno riportarli prioritariamente a scomputo dell'Irpef, poi vediamo dov'altro serviranno». Così, il fuoco di sbarramento alzato da Pd, Idv, Rc può abbassarsi. Un voto di coscienza prevale sull'ostruzionismo, perché la gestione provvisoria (con un dodicesimo della spesa) avrebbe fatto male, molto male all'Abruzzo. Ma non prima che l'opposizione riservi a Chiodi l'ultima sorpresa. Nel momento in cui il governatore prende la parola per replicare alle dure accuse dell'opposizione (il Pd: «Governo Attila»; l'Idv: «Questa è una giunta militare di cui lui è il caporal maggiore») i banchi della minoranza si svuotano. I consiglieri lasciano l'aula perché anche Chiodi si era assentato per telefonare durante gli interventi del centrosinistra.

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