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Data: 30/12/2011
Testata giornalistica: La Nazione
Ataf, rabbia e ironia prima dello sciopero. Contro lo Scilipoti di casa nostra. Dipendenti contro consiglieri e dirigenti del Pd

OGGI la Rsu di Ataf deciderà le prossime iniziative contro la privatizzazione dell'azienda. Come già annunciato nei giorni scorsi, i sindacati quasi sicuramente proclameranno un nuovo sciopero, che si svolgerà tra il 10 e il 15 gennaio, negli stessi giorni di Pitti Uomo. Questa volta lo stop interesserà anche la tramvia. Sono falliti, infatti, i due tentativi di conciliazione tra Gest e i sindacati, il primo in azienda, il secondo in prefettura, e anche i tranvieri si apprestano perciò a incrociare le braccia, con tutta probabilità lo stesso giorno dello sciopero di Ataf. In attesa dell'annuncio ufficiale, che sarà dato nel pomeriggio di oggi al termine dell'incontro tra i delegati sindacali della Rsu, in Ataf il clima resta teso. I DIPENDENTI rimasti a lavorare in azienda nel periodo delle Feste hanno preso tutt'altro che bene l'approvazione, da parte del consiglio comunale, della delibera di giunta che dà il via libera alla privatizzazione dell'azienda fiorentina di trasporto pubblico locale. «Una delle pagine politiche più brutte della storia» di Firenze, si legge su un volantino della Rsu diffuso prima di Natale. E non tanto per il voto a favore dato dai consiglieri di Udc, Fli e Lega Nord, quanto soprattutto per il comportamento dei consiglieri del Pd, che hanno fatto quadrato attorno al sindaco Matteo Renzi, avallando una scelta che i sindacati, in testa la Cgil di Mauro Fuso, giudicano unilaterale e in grado di mettere «fortemente a rischio la qualità del servizio» e «in grave pericolo centinaia di posti di lavoro» in Ataf, a partire dagli amministrativi, proseguendo con gli inidonei e gli autisti. Il Pd in qualche modo, puntano il dito i lavoratori, se n'è lavato le mani, tradendo il proprio elettorato e dimostrando incoerenza. Infatti, si legge nello stesso volantino, i membri del Pd hanno prima festeggiato la vittoria del sì al referendum del 13 giugno, «per poi votare a favore della privatizzazione di un bene comune come il tpl». CERTO, non sono stati i soli a contribuire al «deprimente quadretto della politica fiorentina». «Non sono mancati - scrive la Rsu di Ataf - lo 'Scilipoti di turno' nella persona del consigliere dell'Italia dei Valori, Giuseppe Scola, e il 'Ponzio Pilato' nelle vesti di Eros Cruccolini, che si è astenuto». Ma il tradimento dei consiglieri del Pd è quello che brucia di più. Se ci saranno esuberi in Ataf, annunciano i rappresentanti dei lavoratori, «i tranvieri non si vergogneranno di bussare alla porta dei vari Bonifazi, Dormentoni, Collesei, Pezza, Pierguidi, o magari anche del segretario metropolitano Pd Mecacci, il cui silenzio è imbarazzante». Ma anche se i livelli occupazionali dovessero essere mantenuti, che «i politici fiorentini sappiano - è il monito della Rsu - che i tranvieri continueranno la loro battaglia, con tutti i mezzi leciti a loro disposizione, a favore del servizio pubblico e delle proprie condizioni lavorative».

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