PER andare da Milano a Lecce, sei posti su dieci erano prenotati. E sul "Trinacria", il Milano-Palermo, si arrivava anche a sette sedili occupati sui dieci disponibili. Sono questi i dati che domani i lavoratori ex Wagon lits, disoccupati dopo la soppressione dei convogli notturni, porteranno al Pirellone, al tavolo voluto dagli assessori regionali al Lavoro, Gianni Rossoni, e ai Trasporti, Raffaele Cattaneo. «Queste cifre - spiegano - testimoniano che i viaggiatori, sui treni notte, c'erano. E che la scelta di cancellarli è dettata solo dal tentativo di aumentare gli introiti, obbligando gli utenti a viaggiare su Frecciarossa ed Eurostar spendendo fino al 50 per cento in più». Sono disoccupati dall'11 dicembre gli operai dell'indotto ferroviario (800 in Italia, 126 tra Milano e provincia) che lavoravano sui treni notte. Tre di loro - Carmine Rotatore, Oliviero Cassini e Beppe Gison - dalla notte tra l'8 e il 9 dicembre sono asserragliati sulla torre faro del binario 21 in stazione Centrale. E non accennano a scendere. I lavoratori hanno raccolto 3.188 firme (a cui se ne aggiungono 1.200 incassate dai colleghi a Venezia, 3.800 a Torino e 4.500 a Messina) e domani riceveranno la visita dei parenti delle vittime della strage di Viareggio. Un incontro che si svolgerà proprio mentre i sindacati consegneranno il loro dossier in Regione. Il rapporto analizza due tratte, la Milano-Bari-Lecce e la MilanoPalermo. Risultato: dal 2008i convogli per la Sicilia hanno registrato ogni anno, in media, l'occupazione del 60 per cento dei posti, con il picco del 68 per cento nel 2011 quando, si legge nel dossier, i passeggeri del Trinacria sono stati 252.756 su 376.680 posti a disposizione. «Un record, vista la concorrenza di voli low cost e Frecciarossa» dicono le Rsu. E ancora: secondo l'analisi del sindacato, nel 2009 il Milano-Bari-Lecce ha trasportato 57.591 persone con l'occupazione dei due terzi dei 76.650 posti. Nel 2010 i viaggiatori sono saliti a 82.381 (su 100.740 biglietti a disposizione) mentre nel 2011 i passeggeri sono stati 82.318 su un totale di 150mila posti: «La flessione - dicono i lavoratori - è dovuta alla sostituzione delle cuccette con i posti a sedere. Una scelta che ha aumentato la capienza ma ha fatto crollare la qualità». Dal 12 dicembre a viaggiare di notte sono rimasti i treni espresso, che partono solo da Bologna e saltano diverse fermate intermedie: «Con la soppressione del Milano-Palermo - osservano i lavoratori - sono state cancellate 15 soste tra Salerno e Villa San Giovanni,e chi vuole arrivarea Lamezia Terme o a Vibo Valentia si deve prendere un bus o un regionale». A pagare la riorganizzazione, dicono i sindacati, sono soprattutto i viaggiatori diretti in Puglia, che nel 97 per cento dei casi salivano sul treno a Milano Centrale, Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena: una tratta che i nuovi convogli espresso non coprono. «Lo scopo della vertenza - dice Rocco Ungaro, della Filt Cgil - non è solo la ricollocazione dei lavoratori, ma anche il ripristino del servizio.I convogli notturni erano i treni della povera gente: senza, l'Italia è spezzata in due». Ad avvantaggiarsene, secondo Legambiente, le ditte private che organizzano viaggi in pullman verso il Sud: secondo l'associazione negli ultimi dieci giorni sono state ben 80 le corse straordinarie (partite da Lampugnano e piazza Luigi di Savoia) verso Puglia, Calabria e Sicilia. Per un totale di oltre quattromila passeggeri.