PESCARA. Locomotori e materiali sono rimasti fermi agli anni 70 o giù di là. Ciò che non si ferma invece, in Abruzzo, è la corsa dei costi dei biglietti di viaggio. Dal primo dicembre è scattato un nuovo aumento: un salasso variabile tra il 6 e l'11 per cento, molto al di sopra dell'inflazione o della crescita dei salari. Un primo assaggio in attesa degli annunciati nuovi balzelli sui treni di lusso, stavolta su scala nazionale, ma con riflessi anche nella regione, e del varo definitivo sull'incremento di Irap e Irpef regionale. Aumento scattato in formula soft, rilevabile al momento di acquistare il tagliando di viaggio, oppure, almeno in questi primi giorni di dicembre, da qualche mini avviso affisso nelle stazioni abruzzesi.
«Con decorrenza primo dicembre 2006», è scritto sui volantini, «vengono modificati i prezzi delle tariffe n. 39/A per i viaggi di corsa semplice e di andata e ritorno in ambito regionale e n. 40/A e B per i viaggi di abbonamento». Il prezzo minimo (da 1 a 10 km) per il biglietto di sola andata sale di 10 centesimi: da 0,90 a un euro, mentre quello massimo (171-180 km) registra un balzo in avanti di 50 centesimi: da 8 a 8,50.
«E' veramente il colmo», attacca Rita Tabacco del comitato pendolari, «continuano a farci viaggiare su treni datati dove le pulizie lasciano alquanto a desiderare con polvere accumulata da anni e hanno il coraggio di aumentare anche i biglietti e gli abbonamenti. Roba da urlo. La Regione si preoccupi di ammodernare i treni rendendoli perlomeno decorosi, non può continuare a far viaggiare quei locomotori e quelle vetture». Poi la rappresentante del comitato pendolare alza il tiro e punta direttamente sui vertici della Regione. «Ricordo ancora il viaggio e le promesse del presidente Ottaviano Del Turco», aggiunge Tabacco, «ma da allora il servizio non è sicuramente migliorato. Anzi. Forse dopo quel viaggio, il presidente che in precedenza si spostava in treno e ora viaggia in auto blu, non ha più avuto occasione di verificare la situazione dei treni abruzzesi. Inoltre stiamo ancora aspettando che le corse dirottate verso Tiburtina vengano riportate a Termini per alleviare i disagi di tante persone che si alzano all'alba per andare al lavoro e poi devono correre per non timbrare tardi». Sul ritorno delle corse a Termini, dove ora arrivano e partono sei treni al giorno, Tabacco ricorda ai politici abruzzesi la data del 9 dicembre. Tra pochi giorni, infatti, andrà in vigore il nuovo orario. «Si diano da fare concretamente per andare incontro alle richieste del popolo abruzzese», conclude, «pianificando il miglioramento dei treni, mandando in pensione locomotori e vetture che hanno fatto il loro tempo, chiedendo alle ferrovie di aumentare le corse su Termini».
Sulla maggiorazione dei titoli di viaggio Trenitalia si chiama fuori.
Gli aumenti scattati dal primo dicembre sarebbero da addebitare a un meccanismo regionale che farebbe innescare gli adeguamenti tariffari per coprire le spese di gestione del servizio di trasporto su rotaia