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Data: 30/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Giuliante attacca anche Chiodi «Per L'Aquila è una mazzata» L'assessore alla protezione civile contro il suo presidente

L'AQUILA. «Una mazzata senza precedenti». E' lapidario, nel suo commento sulla missione a Roma, l'assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante. Affiancato in conferenza stampa dal consigliere regionale Luca Ricciuti, dall'assessore provinciale Guido Quintino Liris e dai consiglieri comunali Enzo Lombardi e Luigi Faccia, Giuliante non usa mezzi termini e spara a zero sul "viaggio della speranza" del commissario Gianni Chiodi e del sindaco Massimo Cialente, che non avrebbe sortito alcun effetto.
«Le due istituzioni Chiodi-Cialente» ha affermato Giuliante che di fatto lancia un siluro anche al suo presidente di giunta «predispongono di concerto uno schema di ordinanza con il quale si individuano le necessità economiche e il personale necessario per la gestione dell'emergenza dell'anno 2012. Tale ordinanza è nella sostanza una proroga secca di quanto già ottenuto in passato, nonostante si fosse a conoscenza, sin dal 2009, che le risorse disponibili fossero di 30 milioni di euro. Il Mef e il governo rigettano tale schema considerandolo irricevibile, se non dopo un'attenta revisione e un oculato taglio dei costi. A questo punto» ha aggiunto Giuliante «Chiodi e Cialente insorgono, vanno in pellegrinaggio a Roma e ritornano senza ottenere nulla di quanto richiesto attraverso la mobilitazione del consiglio comunale, dei sindaci del cratere e dei precari interessati che rischiano di essere falcidiati. Sono partiti con una disponibilità di cassa di 30 milioni, sono tornati con una disponibilità di cassa di 30 milioni». Secondo Giuliante, l'ordinanza è stata respinta in 9 dei 15 articoli di cui è composta. «A fronte di una debàcle senza precedenti, frutto di un viaggio della speranza che non ha sortito alcun effetto» ha rimarcato l'assessore alla Protezione civile «il sindaco Cialente, in evidente stato confusionale, dichiara che tutto è andato bene perché ha ottenuto un tavolo. Si continua a non affrontare nella sostanza la dispersione in mille rivoli del denaro pubblico, non si affronta il problema della duplicazione delle strutture (Stm-Iacovone), del costo dei contratti di servizi, del necessario ridimensionamento delle funzioni di cui, attualmente, è composta la Sge (da 6 a 2+1 per l'assistenza alla popolazione) ma anche il Comune dell'Aquila. Si elude una valutazione asettica delle troppe consulenze assegnate e dei costi ad esse connesse, non si affronta il problema dei contratti stipulati con strutture (Adsu e Formez) che nulla hanno a che fare» ha concluso Giuliante «con l'emergenza»

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