Da. gennaio aumentano i treni regionali: +10% il ticket +5% la tessera Per il sindacato possibili risparmi per 30 milioni a attesa di capire se dall'ultima manovra del Governo potrà arrivare una boccata d'ossigeno, il 2012 si annuncia come un annus horribilis per il trasporto pubblico locale in Liguria. Dopo gli aumenti per i trasporti urbani decisi all'inizio del 2011, dal primo gennaio sarà la volta delle tariffe ferroviarie, che cresceranno del 10% per quanto riguarda i ticket ordinari e del 5% per gli abbonamenti. La Carta Tuttotreno, che sarà valida su tutte le linee regionali e le tipologie di treni inclusi i Frecciabianca, passerà invece da 150 a 180 euro. Sembra scongiurato, invece, il taglio di una decina di convogli previsto nella prima formulazione del nuovo piano per i trasporti, obiettivo inizialmente posto dall'assessorato al Bilancio come indispensabile, insieme all'aumento dei biglietti, per fare fronte alla pesante situazione economica. Dati alla mano, secondo la Filt-Cgil Liguria, alla luce delle previsioni fatte per il 2012, dal 2009 le risorse per il trasporto locale sono in caduta libera. La situazione peggiore è quella del trasporto su ferrovia, nel quale da 101 milioni difoliTstanziati nel 2009, si è scesi a circa 86 milioni nel 2011. Il prossimo anno saranno circa cinquanta milioni, il 47% in meno rispetto a tre anni fa. «Dai fondi nazionali arriveranno circa 23 milioni dichiara Corrado Cavanna, segretario regionale della Filt Cgil - che saranno integrati dalla Regione con una trentina di milioni. Di pari passo è calato anche il numero di posti disponibili sui treni, scesi da l46mila al giorno del 2010 ai 93.500 previsti da gennaio in avanti». Per i bus la diminuzione delle risorse è stata di oltre un terzo rispetto agli stanziamenti del 2009. «Tre anni fa, i finanziamenti per questo servizio - continua Cavanna - superavano i 159 milioni annui. Quindi siamo passati a 169 nel 2010, poi a 146 quest'anno, mentre il prossimo oscilleranno tra i 99 e i 102 milioni. In tutto, circa 60 milioni in meno per questo arco di tempo». Una situazione che pesa sulle precarie condizioni economiche delle cinque aziende di trasporto locale, che secondo Cavanna, andrebbero al più presto aggregate in un'unica società in grado di operare a livello regionale. «Il disavanzo esistente porterà Amt e Atp, che gestiscono il trasporto urbano ed extraurbano a Genova - ragiona Cavanna -, a dover intaccare il proprio patrimonio a febbraio. A marzo sarà la volta di Riviera Trasporti, mentre Tpl Linea, a Savona, arriverà forse a giugno. L'Atc di La Spezia ha un po' più di margine, ma non è comunque in grado di garantire la sostenibilità economica del servizio oltre la fine del 2012. La nostra idea è che queste società siano chiuse subito e sostituite da un unico ente, magari un consorzio a maggioranza pubblica, che gestisca ferro e gomma, e sia in grado di riorganizzare il settore, garantendo il più possibile gli attuali 4.137 lavoratori, sia in fatto di riduzione degli esuberi sia facendo in modo che vi sia nel tempo anche l'omogeneizzazione dei contratti che oggi vedono un gap retributivo che arriva fino al 25%». In questo modo, si potrebbero risparmiare, secondo i conti dell'organizzazione sindacale, tra i 20 e i 30 milioni di euro nel 2012. «È necessario valutare questa ipotesi - conclude Cavanna - anche se dovessero arrivare, come sembra, nuovi fondi per il Tpl. Altrimenti si corre il rischio di ritrovarci con lo stesso problema nel giro di quattro o cinque anni. E, non ultimo, entro il 2014, poi, dovrebbe essere indetta anche una gara unica per l'assegnazione del trasporto ferro-gomma»