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Pescara, 08/04/2026
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02/01/2012
Il Centro
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La riforma del tpl in Abruzzo - Trasporti, entro 6 mesi società unica. Insieme Arpa, Gtm e Sangritana. |
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Abruzzo, la norma nel bilancio regionale approvata con un emendamento del Pd La maggioranza aveva detto no all'assessore Morra D'Alessandro (Pd): vigileremo sulla applicazione PESCARA. Il 2012 sarà l'anno della riforma dei trasporti pubblici locali. Lo stabilisce l'emendamento al Bilancio presentato dal Pd che ha portato all'accordo in Consiglio e indotto l'opposizione a ritirare gli emendamenti ostruzionistici. Con questo voto il centrodestra ha concesso al Pd quello che per mesi ha negato al suo assessore Giandonato Morra: la costituzione della società unica del trasporto su gomma con la fusione entro sei mesi di Arpa, Gtm e un ramo della Sangritana. E alla fine l'emendamento sarà firmato anche dall'assessore Morra. Per il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro «Ha vinto l'opposizione di governo, hanno perso i conservatori delle poltrone, degli sgabelli e dei voti clientelari. Ci siamo sostituiti ad una maggioranza inutile e divisa, incapace di garantire le riforme che servano alla nostra Regione». Dovrebbe arrivare a conclusione quindi prima dell'estate un iter avviato nel 2005 dal governo di centrosinistra, con lo studio sulle fusioni commissionato e pagato 180 mila euro alla Kpmg, e poi dimenticato. Entro giugno Arpa e Gtm dovranno svolgere l'iter tecnico per presentare il progetto di fusione contestualmente alla Sangritana che dovrà proporre un progetto di scissione del ramo trasporto pubblico su gomma. Il progetto poi andrà il Consiglio Regionale per l'approvazione. Le operazioni di riordino delle partecipazioni societarie saranno dirette da un Comitato coordinato dall'assessore ai Trasporti Morra, e composto dai presidenti e direttori delle società di trasporto nonchè dal direttore regionale dei trasporti e dal dirigente del servizio affari finanziari e controllo. Ma riusciranno le società ad autoriformarsi eliminando presidenze e consigli di amministrazione? D'Alessandro teme azioni ostruzionistiche alla riforma e promette che «tra sei mesi ed un giorno, se le fusioni non si faranno, bloccheremo la Regione e mobiliteremo l'Abruzzo». La riforma è comunque indispensabile perché la Regione prima o poi dovrà decidersi a mettere a gara i contratti di servizio, come stabilisce la norma nazionale (l'Abruzzo è tra le poche regioni a non avere gare in corso, in Italia ne sono state aggiudicate una settantina), e ha bisogno di presentarsi all'appuntamento con una società fortemente concorrenziale. Inoltre, entro la fine di febbraio 2012 verrà sottoscritto un Patto governo-Regioni che individuerà strumenti, criteri e modalità per la razionalizzazione e l' efficientamento dell'intero Trasporto pubblico locale e introdurrà strumenti e modalità di monitoraggio della loro applicazione. Sarà dunque impossibile traccheggiare oltre. L'accordo su Bilancio e Finanziaria ha comunque portato all'approvazione di altre misure presentate dall'opposizione. I consiglieri di Rifondazione e dei Comunisti Italiani Maurizio Acerbo e Antonio Saia rivendicano il voto su «un complesso di emendamenti assai qualificanti e in qualche caso storici». Per esempio l'abolizione dei «revisori di partito». L'Abruzzo, spiega Acerbo, «sarà la prima regione italiana che cancella la lottizzazione dei revisori dei conti nei propri enti e ne prevede la nomina a sorteggio. La nostra proposta di legge era stata bocciata dalla maggioranza in passato, poi lo stesso Berlusconi nella manovra estiva ha imposto questa riforma agli enti locali ed è diventato difficile per il centrodestra dire no». Lo stesso Gianni Chiodi infatti ha voluto firmare l'emendamento, «anzi», aggiunge Acerbo, «se lo è autointestato». Importante anche la misura sui ticket di 10 euro che non potranno più superare il costo delle prestazioni diagnostiche. E' passata anche una norma dell'opposizione contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o comunque dal riconscimento giuridico delle coppie di fatto. Viene sancito e disciplinato il diritto all'assistenza in ospedale da parte del proprio partner. «Gay, lesbiche e transessuali abruzzesi», spiega Acerbo, «potranno designare una persona anche non consanguinea, quale referente da informare sulle condizioni di salute e sulle terapie mediche in caso di ricovero». Infine c'è lo stop a "cava selvaggia". La Regione non darà nuovi permessi fino a quando non verrà redatto un piano cave.
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