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Pescara, 08/04/2026
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Data: 02/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Treni, il ritorno delle classi di Gianni Melilla (*)

TreniItalia spa, che alcuni di noi continuano testardemente a chiamare Ferrovie dello Stato, ha dato una ulteriore stretta ai suoi servizi, tagliando i treni notturni che venivano utilizzati per le lunghe percorrenze tra sud e nord. Saranno colpiti i pendolari che, per non perdere un giorno, prendevano i treni che in una notte ti portavano dal sud a Torino, Milano, Bolzano. A Pescara arrivavano intorno a mezzanotte proveniendo da Lecce e ci portavano al Nord. Erano ieri i treni della emigrazione, e oggi dei pendolari che non possono permettersi la macchina o l'aereo per Milano. Tutto abolito, lavoratori licenziati, cittadini che dovranno ricorrere a mezzi ben pių costosi. Ma questa visione liberista e privata di un bene comune come il trasporto ferroviario sfiora il ridicolo e il vergognoso con la contemporanea riesumazione della divisione classista dei viaggiatori. Sugli Eurostar sono previste ben 4 classi dai nomi inglesi scintillanti: executive, businnes, premium, standard. Un treno di pochi vagoni verrā diviso in 4 classi e quelli dell'ultima non avranno accesso alle altre 3 superiori neanche per l'uso del bar ristorante o dei servizi igienici, nč potranno calpestare la moquette o respirare l'aria climatizzata delle classi superiori. Saranno piombati nella loro quarta classe.
Il ricordo corre agli emigrati ammassati nelle viscere inferiori dei piroscafi, o alla societā indiana divisa rigidamente in caste, oppure semplicemente alla vecchia analisi marxiana della societā capitalistica divisa in classi. Questo č il risultato dell'ideologia liberista delle privatizzazioni che vuole asservire beni comuni come il trasporto, l'acqua, l'energia, l'ambiente, l'informazione (per ultima la Rai di cui si vuole cancellare la natura di servizio pubblico) alla logica del profitto, dei dividendi per gli azionisti e degli stipendi da favola per i manager. Tecnocrazia e populismo con uno spruzzo di antipolitica (che va sempre bene) sono l'ideologia che alimenta una gigantesca spoliazione del patrimonio pubblico italiano senza nessuna riflessione autocritica sui danni prodotti da questa politica economica seguita dalla Tatcher e da Reagan negli anni Ottanta con la benedizione degli economisti della scuola di Chicago e dei loro epigoni europei, cresciuti in costose universitā rigorosamente private. Vogliono resuscitare la lotta di classe? Ma forse la lotta tra le classi non č mai scomparsa e il centrosinistra farebbe bene a ricordarsi di tutelare gli interessi delle classi che vuole rappresentare. Gli interessi popolari storicamente hanno sempre coinciso con gli interessi nazionali. Cosa mai successa per banchieri, grandi capitalisti e manager italiani che hanno sempre pensato ai propri interessi.

(*) COORD. REGIONALE SEL

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