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Data: 02/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'ordinanza non c'è, precari in ansia. Tarda ad arrivare la firma di Monti, da oggi a rischio servizi essenziali

L'ordinanza non c'è. O meglio: manca la firma del premier Mario Monti sulla bozza che da qualche giorno è all'attenzione di Ministero dell'Economia e Protezione civile. Oggi dovrebbe essere la giornata decisiva, ma il condizionale è d'obbligo perché il mini-ritardo (era attesa entro il 31 dicembre, scadenza ritenuta improrogabile per molte voci) ha già creato tensioni e polemiche. In Comune, soprattutto, dove è ufficialmente senza contratto da stamattina gran parte dei precari assunti per fronteggiare l'emergenza post terremoto. E dunque da oggi sono a rischio servizi e uffici essenziali. Che il clima non sia dei migliori lo certifica anche l'assessore alle risorse umane, Alfredo Moroni: «Siamo in ansia, la difficoltà è evidente. Ad oggi i contratti dei precari non sono coperti e non possiamo prorogarli senza un provvedimento. Noi in tempo reale saremmo in grado di stipularli, spero che domani (oggi per chi legge, ndr) si chiuda».
In realtà nessuno si sbilancia sul perché del ritardo. C'è chi lo imputa a questioni tecniche, chi a trattative ancora in corso per cercare di salvare altre voci. L'accordo trovato il 28 dicembre scorso nel maxi vertice tra Gianni Chiodi e Mario Monti, allargato poi al sindaco Massimo Cialente e al commissario vicario Antonio Cicchetti, prevedeva tempi celeri (un paio di giorni, s'era detto) e la possibilità di utilizzare tutti e trenta i milioni previsti per il 2012 in tre mesi, fino al 31 marzo, a patto di sedersi nuovamente a tavolino e ridiscutere un piano complessivo di riorganizzazione e contenimento dei costi. E invece l'ordinanza che sarà emanata avrà una portata addirittura minore (poco sopra i 25 milioni, compresi i 17 già stanziati con la 3990 del 23 dicembre) e garantirà solo l'autonoma sistemazione e le altre soluzioni alloggiative, i contratti dei precari, alcuni fondi per i vigili del fuoco. Saranno tagliati, invece, i servizi di Linea Amica.
Nel frattempo una polemica arriva dai vigili del Fuoco che hanno scritto alla Fiat lamentando la mancata donazione di sei macchine per il movimento terra, dal valore totale di circa 860 mila euro, per supportare le operazioni di sgombero e ricostruzione. La denuncia è del Conapo, il sindacato autonomo, che ha comunque rimarcato «i sentimenti di riconoscenza e gratitudine per l'alta sensibilità dimostrata». «Il nostro più grande rammarico - ha proseguito il segretario provinciale Elio D'Annibale - è che le macchine operatrici che Case Italia ha così generosamente donato - e che tanto sarebbero utili ai Vigili del Fuoco -, non sono mai giunte nei territori colpiti dal sisma e non abbiamo, quindi, mai avuto il piacere di vederle all'opera».

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