PESCARA Manovra regionale approvata e pareggio di bilancio centrato. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, appare visibilmente soddisfatto alla sua prima uscita nel 2012, e rivendica l'azione di governo della sua Giunta, definendo «epocali» i risultati conseguiti: «Per 40 anni l'Abruzzo ha chiuso il bilancio in pareggio compiendo mille acrobazie, ovvero contraendo debiti e mutui che hanno pesato sulle tasche dei cittadini. Noi, per il secondo anno consecutivo, siamo riusciti a tenere i conti realmente in ordine, in un contesto difficile, senza gravare sull'economia regionale, che tutti gli indicatori valutano positivamente». L'Abruzzo, può annunciare con orgoglio il presidente della Regione, non è più una regione canaglia. «Avevamo il debito più alto d'Italia e la tassazione più elevata, ora non più; siamo anzi intervenuti sulla pressione fiscale, sopprimendo l'accisa sui carburanti e riducendo i ticket sanitari». Un'affermazione duramente contestata da Cesare D'Alessandro dell'Idv, che parla di «prima frottola dell'anno, dal momento che all'accisa, tolta solo a parole, si somma l'aumento del 10% del bollo auto». «Siamo abituati a parlare con fatti e numeri - ribatte Chiodi - e in Abruzzo la benzina costerà meno che nel resto d'Italia». Il leader del centrodestra affila le armi e si rivolge direttamente ai partiti di opposizione. «Sulla manovra fanno a gara nel rivendicare presunti meriti, sminuendo quelli della maggioranza - rimarca -, ma i voti decisivi arrivano dai partiti che sostengono la mia Giunta». Il riferimento è alle dichiarazioni di Maurizio Acerbo, di Rifondazione Comunista, tese a sottolineare il ruolo svolto dalla Federazione della Sinistra, che ha presentato 450 dei 650 emendamenti alla finanziaria. «Abbiamo approvato un provvedimento che sottrae i revisori dei conti allo spoil system inaugurato da Del Turco - dice il presidente della Regione -, è molto importante nell'ottica della trasparenza, ma se accanto alle firme di Acerbo e Saia non ci fosse stata anche la mia, non sarebbe mai passato». Nel mirino c'è soprattutto il Pd, che canta vittoria sull'istituzione della società unica del trasporto locale e parla di «opposizione che si sostituisce a una maggioranza frammentata e inutile». Chiodi mette in rilievo che «l'emendamento del Pd, approvato dal Consiglio, coincide con la legge della Giunta». Il presidente della Regione ne ha per tutti, dalle associazioni imprenditoriali ai sindacati. «Gli imprenditori non hanno ancora capito che il Fondo unico per le attività produttive non esiste più per volontà del Governo - osserva con una punta d'ironia - e devono comprendere che sono finiti i tempi dei finanziamenti a pioggia; prima dominavano i gruppi d'interesse, questa è l'era del no budget no lobby». E ai sindacati, che lo avevano accusato di aver destinato 7 milioni di euro alla cultura, sottraendo risorse a capitoli prioritari, fa sapere: «Magari avessimo potuto farlo, in realtà si tratta di qualche centinaia di migliaia di euro, che hanno stroncato sul nascere i disagi di istituzioni storiche come il Teatro Marrucino; senza contare che molte realtà, come il Premio Flaiano, sono tutelate dalle leggi regionali». Snocciola i numeri, frutto del riordino della macchina organizzativa, di cui fa un punto di onore: «Con le norme che abbiamo introdotto, possiamo nominare 200 persone in meno rispetto ai tempi del centrosinistra e se prima il rapporto tra dirigenti e uffici era di 1 a 3, ora si avvicina a 1 a 6, come nelle regioni più virtuose; il numero dei dirigenti è stato ridotto del 30%, scendendo da 120 a 80, con un buon ricambio e l'inserimento di molti giovani». Al riguardo, la finanziaria regionale presenta importanti novità. «Parte il ciclo delle performance, con valutazioni che puntano a favorire la meritocrazia - spiega Chiodi - e inizia la ristrutturazione delle agenzie regionali, finalizzata all'aumento di produttività e al contenimento della crescita del personale». E ancora: «Prima di noi l'Abruzzo aveva 6 Asl, 78 confidi, 6 consorzi industriali e diverse comunità montane, anche sul mare, che ora non esistono più, e carrozzoni come Abruzzo Engineering, Fira, Abruzzo Lavoro, Aptr e Arssa, ora soppressi o in liquidazione».