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Pescara, 08/04/2026
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Data: 03/01/2012
Testata giornalistica: La Stampa
«Taglieremo apparati e centri di potere» Cota parte dai trasporti.

La conferenza stampa di fine anno consegna un presidente del Piemonte in versione «Picconatore» con l'annuncio di iniziative a tutto campo per «smantellare gli apparati burocratici» e i «centri di potere, anche privati» che assorbano risorse pubbliche «non per dare servizi ai cittadini ma per mantenere posizioni fini a se stesse». Dai trasporti locali ai parchi, dall'assistenza alla sburocratizzazione, la parola d'ordine è pianificazione. «Ogni voce di spesa sarà passata al setaccio per capire come vengono spesi i fondi della Regione». Cota non cita mai Mercedes Bresso, ma a diciotto mesi dalla vittoria elettorale sono l'ex presidente e il centrosinistra il bersaglio della critica del governatore: «Abbiamo ereditato una macchina regionale messa molto male piena di debiti e malata di assoluta mancanza di programmazione». Nello stesso tempo, però, il presidente fa di tutto per dissimulare i problemi che nascono dalle divisioni interne del Pdl e si dice convinto che «su queste azioni la maggioranza sarà compatta». Nuovi criteri di spesa L'obiettivo è chiaro e deve rispondere ad una necessità: recuperare fondi anche attraverso «una revisione completa dei criteri di finanziamento». Cota mette subito le mani avanti: «Se decido di cancellare le corse di un autobus che trasporta un passeggero o al massimo un paio di persone non taglio un servizio, taglio uno spreco». In tempi di crisi «la Regione non può permettersi di pagare servizi di trasporto solo per garantire centri di potere locali o le società pubbliche e private che gestiscono il servizio». I trasporti locali Dopo la sanità, dunque, l'intervento di programmazione regionale investirà il settore dei trasporti, la seconda voce di spesa nel bilancio regionale. Ieri la giunta ha discusso a lungo al ripartizione del fondo tra le otto province e nei primi giorni di gennaio Cota e l'assessore Barbara Bonino incontreranno i presidenti delle province per illustrare il riparto: «Verificheremo corsa per corsa il costo, il numero dei passeggeri, l'esistenza di doppioni. Puntiamo all'integrazione vera del trasporto su ferro con quello su gomma». E annuncia: «Entro aprile sarà pronta la nuova programmazione». L'assistenza Cota promette rivoluzioni anche in questo settore. La premessa: «Dobbiamo fare chiarezza: la competenza primaria in questo campo è dei comuni e sono i sindaci che devono prendersi in carico e gestire il problema». La Regione non intende tirarsi indietro - «per noi resta un priorità politica» anche se una riduzione di contributi ci sarà e non saranno fatti tagli orizzontali: «Sottolineo - spiega - che altre regioni non mettono un cent in questo settore». In ogni caso l'erogazione delle risorse sarà condizionata dalla «verifica voce per voce dell'utilizzo dei fondi regionali. Controlleremo se vengono spesi nel campo dell'assistenza o se invece sono utilizzati per altri progetti». E questo «lo facciamo nell'interesse degli assistiti». La ricetta è integrare gomma e rotaia Nei piani della giunta Cota c'è il taglio dei rami secchi e l'eliminazione dei doppioni attraverso l'integrazione tra gomma e rotaia. Solo così si potranno ottenere i fondi nazionali Le nomine Alla fine la giunta regionale ha nominato i presidenti degli enti parchi dopo molte fibrillazioni dentro il Pdl per le scelte dell'assessore Casoni. Eccoli: Po e della Collina torinese (Demichela), Alpi Marittime (Bottero), Marguareis (Tassone), Po cuneese (Audisio), Capanne (Spinelli), Po vercellese (Camoriano), aree astigiane (Scaiola), Ticino e Lago Maggiore (Bellan), Valle Sesia (Erbetta), Riserve pedemontane (Seitone), Ossola (Staiessi), Sacri Monti (Lerma). Due i commissari Rosso (area metropolitana di Torino) e Daverio (Alpi Cozie).

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