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Data: 03/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
La classifica di ItaliaOggi (Chieti) - La provincia scende nella classifica di Italia Oggi: male affari e lavoro. Chieti, aumentano truffe e rapine

CHIETI. Criminalità in aumento. Si tratta di uno dei dati più allarmanti emersi dalla classifica generale elaborata nel rapporto sulla qualità della vita nelle province italiane dal quotidiano economico Italia-Oggi con analisi effettuate dall'università La Sapienza di Roma. Chieti ottiene il suo risultato maggiormente negativo proprio su uno degli aspetti su cui si è sempre basata l'eccellenza del territorio: la sicurezza.
Nel 2011, la provincia teatina scivola infatti in 19ª posizione rispetto al gradino più basso della top five occupata nel 2010. In sintesi, nonostante sia riuscita a conservare una qualità ottimale rispetto agli standard nazionali in termini di delittuosità, stando al rapporto 2011, Chieti perde punti in molti settori analizzati e in particolare la testa della classifica per quanto riguarda i reati contro la persona, mentre nell'ambito degli omicidi dolosi per 100mila abitanti quest'anno deve dividere il vertice con ben altre 35 province.
Rovescio della medaglia, invece, per i tentati omicidi per 100mila abitanti in cui dal 15° posto finisce al 66°.
In totale, il punteggio raccolto da Chieti in termini di criminalità è di 840, collocandosi tra Lecco e Oristano. Per due posizioni, in sostanza, conserva il bollino che attesta qualità «buona», che corrisponde alle città inserite nella prima fascia.
Da Cuneo, subito dopo la città sarda che segue Chieti, prende il via una fascia meno sicura, denominata «accettabile», dove delle altre abruzzesi c'è solamente L'Aquila.
In terza fascia Teramo e, fanalino di coda Pescara, al 99° posto in compagnia dei grandi centri urbani considerati dall'indagine 2011 le città più pericolose.
Caduta libera anche per quanto riguarda i sequestri di persona per 100mila abitanti, in cui la provincia teatina letteralmente precipita dal terzo al 42° posto.
Infine, quanto ai furti e alle rapine, 58° piazzamento nel primo con un passivo di venti posizioni, come del resto hanno dimostrato anche i recenti casi di furti nella notte a banche e tabaccherie, e 66° per il secondo, in questo caso con meno cinque posizioni rispetto al passato.
Nella classifica generale, invece, Chieti guadagna tre posizioni, ma resta pur sempre nel limbo tra Centro e Sud Italia. Si piazza, infatti, al 73° posto. Cambia poco nella sostanza e Chieti si conferma di nuovo ultima nella regione Abruzzo.
Un 73° posto, a fronte di un punteggio di 291, che tradotto con una parola chiave vuol dire qualità della vita «scarsa».
Ma guardando con attenzione le cifre, il peggior risultato in termini di classifica proviene per il secondo anno consecutivo dall'ambiente in cui la Provincia di Chieti si posiziona al preoccupante 94° posto, guadagnando tuttavia sette posizioni sul dato espresso nel 2010.
Il miglior riscontro del 2011 è invece in una nuova voce proposta dal rapporto della Sapienza, ossia il sistema salute in cui la provincia si classifica al 15º posto, in Abruzzo seconda solo all'Aquila che ottiene il quarto miglior piazzamento generale.
Anche nel settore affari e lavoro, Chieti porta a casa la maglia nera per l'Abruzzo, specchio del risultato finale del rapporto «Qualità della vita», con un 73° posto in cui però migliora di solo due gradini.
In particolare, è preoccupante la voce disoccupazione in cui perde tre posizioni, mentre resiste nella top ten per quanto riguarda il numero di imprese registrate per 100mila abitanti.
Nell'ambito della crescita della popolazione migliora invece di sei gradini, piazzandosi al 64° posto, mentre tra la disponibilità dei servizi si porta a casa un'altra insufficienza, condivisa con gran parte del Sud e da una sola provincia al Nord.

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