TERAMO. La crisi morde e in provincia di Teramo si vive peggio di un anno fa. A dirlo è la classifica elaborata nel rapporto 2011 sulla qualità della vita di ItaliaOggi e dell'università La Sapienza, che piazza Teramo al 66esimo posto tra le 103 province italiane: quattro posizioni più in basso rispetto al 2010. Teramo è seconda tra le abruzzesi ed è preceduta dall'Aquila, che si attesta al 62esimo posto e scende solo di un gradino rispetto al 2010.
Seguono Pescara al 69º posto (era al 65º nel 2010) e Chieti, l'unica a salire dal 76º al 73º posto.
La provincia teramana si piazza nella parte medio-bassa della classifica, dove la qualità della vita è considerata «scarsa», sempre più in linea con il calo e i risultati negativi registrati dalle province meridionali e sempre più lontana da quelle del centro-nord.
A spingere giù Teramo sono in particolare gli indicatori riguardanti i settori affari e lavoro (meno quattro posizioni, dal 61º al 65º posto), disagio sociale (scesa dal 40º al 44º) ma soprattutto quello sul tenore di vita, che fa registrare un vero e proprio crollo rispetto al 2010 di ben 25 posizioni, dalla 44ª occupata l'anno scorso alla 69ª attuale. Sebbene il numero di imprese registrate ogni 100mila abitanti faccia guadagnare a Teramo il 13º posto nella graduatoria nazionale (con 11.653 aziende), gli altri dati economici non danno risultati così positivi. Teramo è infatti a metà classifica (51º posto) per il numero di aziende chiuse e solo al 63º posto in entrambe le graduatorie che registrano i tassi di occupazione e disoccupazione.
I numeri elaborati da ItaliaOggi per registrare il disagio sociale vedono inoltre Teramo al 54º posto per tasso di disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni, al 48º per il numero di lavoratori precari sopra i 29 anni ogni 100 occupati, al 76º per il numero di disabili ogni mille residenti e al 61º per il numero di suicidi ogni 100mila abitanti.
Ma i dati più negativi arrivano dai fattori scelti per misurare il tenore di vita, quindi le conseguenze della stretta economica imposta dalla crisi. Qui Teramo si piazza al 73esimo posto per i consumi mensili pro-capite, all'83ºposto per l'importo medio delle pensioni (562 euro) e crolla addirittura fino alla 90esima posizione per la variazione tra 2009 e 2010 del valore aggiunto pro-capite (nel 2010 era al 31º posto, 60 posizioni più in alto).
Va meglio invece per quanto riguarda la variazione dei prezzi al consumo, dove il Teramano si piazza alla 31esima posizione (+2,07%), e per il prezzo degli immobili al metro quadro (1.225 euro), che gli fa guadagnare il 13esimo posto.
In controtendenza rispetto al calo generale sono invece i dati elaborati sulle tematiche ambientali, per le quali Teramo risale di 17 posizioni fino al 60º posto, spinta soprattutto dai dati sui rifiuti e sulla qualità dell'acqua (è ottava per la bassa presenza di nitrati). È scesa infatti la produzione generale di rifiuti urbani, dove Teramo è 14esima in classifica (nel 2010 si attestava in 52esima posizione), 19esima invece per la raccolta differenziata, con un balzo in avanti di 40 posizioni da imputare all'introduzione del porta a porta nei grandi comuni come Teramo e Giulianova.
Buona anche la posizione generale per il sistema salute che vede Teramo al 29esimo posto, anche se va sottolineato che i dati presi a riferimento sono quelli Istat 2006 e relativi solo a personale, attrezzature e posti letto nelle strutture ospedaliere, senza la considerazione di fattori importanti come quello della mobilità passiva.
Per quanto riguarda invece il tempo libero è da segnalare il 23º posto per la spesa per gli avvenimenti sportivi, l'ottavo per la presenza di palestre e il 27esimo per quello di librerie. Pochi invece i cinema (la provincia è relegata al 92esimo posto) e il numero di associazioni ricreative e culturali ogni 100mila abitanti (72esima posizione).