Molte proposte contro la flessibilità selvaggia e per tutelare i nuovi ingressi
ROMA. Se la proposta sarà quella del contratto unico con licenziamento incorporato, i sindacati faranno muro. Le organizzazioni dei lavoratori sono favorevoli a una semplificazione che disboschi l'attuale giungla contrattuale ma non a indebolire il fronte delle tutele. Spiega il sociologo Luciano Gallino che «il contratto unico con licenziamento facile avrebbe, in realtà, l'effetto di trasferire in blocco la precarietà dagli attuali lavori atipici ai titolari del nuovo contratto». Il pacchetto Fornero su lavoro e ammortizzatori, fulcro delle misure di rilancio economico, si muove dunque su un terreno minato. Sul tappeto, a quanto è dato sapere, ci sarà il progetto di contratto unico per i nuovi assunti che superi la precarietà. Con l'obiettivo di eliminare il profondo dualismo del mercato del lavoro tra occupati e non garantiti e favorendo la ricollocazione. Sul superamento della precarietà si attendono progetti. Il governo però non sembra intenzionato ad abbandonare l'idea di mobilità e flessibilità che sarà affiancata da formule contrattuali che favoriscano l'ingresso dei giovani al lavoro.
Le proposte del ministro non si conoscono nei dettagli. Sono note, invece, quelle in campo sul versante del centro sinistra, spesso però confliggenti tra loro in particolare sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che impedisce licenziamenti arbitrari.
La proposta del senatore Pd Pietro Ichino prevede, ad esempio, un contratto unico per i nuovi assunti a tempo indeterminato e a termine per stagionali, co.co.co e a progetto. La proposta Ichino contempla la possibilità di licenziamento per motivi economici. Il deputato del Pd ed ex ministro del Lavoro Cesare Damiano definisce il contratto unico come inserimento formativo con una fase triennale di abilitazione che prevede, se non intervengono rescissioni, l'assunzione a tempo indeterminato. Garantita l'indennità di disoccupazione. Nella proposta degli economisti Boeri-Garibald il contratto unico triennale è sempre a tempo indeterminato ma con possibilità di licenziamento compensato da un'indennità monetaria. Dopo l'assunzione definitiva i lavoratori sono tutelati dalle leggi, compreso l'articolo 18.L'altro aspetto, reso drammatico dall'incalzare della crisi, è il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e la loro estensione ai precari, oggi privi di tutele.
Il fronte del lavoro è intanto sempre caldo. Gli operai della Fincantieri di Palermo e Sestri hanno scioperato contro il piano di ristrutturazione che ridimensiona gli organici e gli stabilimenti. Tensione anche alla Fiat dove la Fiom ha pronti i ricorsi contro il Lingotto per chiedere il riconoscimento delle sue Rsa pur non avendo firmato il contratto separato. La Fiom ha proclamato 4 ore di sciopero dal 9 gennaio e indetto una manifestazione nazionale l'11 febbraio.