ROMA. La Corte costituzionale si pronuncierà l'11 gennaio sul referendum elettorale che vorrebbe abrogare il porcellum. In mattinata i giudici ascolteranno gli avvocati del comitato promotore e già nel pomeriggio potrebbe arrivare la decisione. Si avvicina dunque il momento della verità su una delle questioni che promette di rappresentare una vera pietra angolare nella vita politica del 2012. E nell'attesa non mancano indiscrezioni e fibrillazioni.
Perchè in ambienti autorevoli si è fatta strada nelle ultime settimane l'idea che la Consulta potrebbe bocciare i referendum. Qualcosa più di una voce. Tanto che si vanno moltiplicando di pari passo anche le indiscrezioni su quello che potrebbe accadere dopo un eventuale stop ad una richiesta firmata da oltre un milione di cittadini e che ha fin qui rappresentato il pungolo di gran lunga più efficace per costringere i partiti ad affrontare la riforma.
Secondo alcuni potrebbe scendere in campo lo stesso Napolitano, con un messaggio alle Camere per sottolineare, pur nel più assoluto rispetto della decisione della Consulta, la necessità di una riforma che in particolare restituisca agli italiani la possibilità di scegliere gli eletti in Parlamento.
Un invito che sarebbe sicuramente accolto da Pd e Terzo polo, che da sempre hanno combattuto la legge "porcata", per dirlo con Calderoli, approvata dal solo centrodestra, ma che potrebbe non vedere contrario neanche il Pdl. Il partito di Berlusconi sa infatti che se si andasse a votare con la legge attuale, diviso dal Terzo polo, in base ai sondaggi che circolano non avrebbe alcuna possibilità né alla Camera né al Senato. Motivo per cui lo stesso Cavaliere sarebbe oggi tutt'altro che contrario a rivedere la legge elettorale in chiave più proporzionale. Anche se fra le ipotesi di cui si discute prevalgono i sistemi che premierebbero "l'alleabilità" dei partiti. Che in sostanza disincentivino ad andare per conto proprio, ma spingano invece a integrarsi in coalizioni.
Sempre nella previsione di una bocciatura dei quesiti referendari da parte della Consulta, le associazioni cattoliche riunite nel forum di Todi sarebbero poi pronte a far partire una raccolta di firme per sostenere la riforma con l'obiettivo di raccoglierne oltre un milione.