MILANO. Ora spunta il "contratto graduale". Si discute su come rimodellare i contratti di lavoro, si litiga sulla possibile riforma dell'articolo 18, si parla di "contratto unico" o di "contratto prevalente". Dalla riforma Treu (1999) alla legge Biagi (2003) si sono cumulate diverse tipologie di contratti (chi li ha contati dice che sono 47, ma potrebbero essere di più) e adesso il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sta per mettere sul tavolo un'altra novità: il "contratto graduale".
Di che cosa si tratta? Andrebbe applicato ai lavoratori anziani, vicini al pensionamento. Gli verrebbe proposto un orario di lavoro ridotto con una busta paga più leggera che verrebbe integrata con una mini-pensione. La materia è complessa.
Al ministero fanno sapere che la norma potrebbe essere introdotta ora che la riforma delle pensioni porterà a conteggiare l'assegno non più sugli ultimi stipendi ma sull'intera vita lavorativa. In effetti il lavoratore, quando la pensione era calcolata sulle ultime buste paga, non aveva convenienza a vedersi ridotte le ultime retribuzioni, ma ora con la riforma e il contributivo pro rata tutto cambia e, dunque, anche il mini-stipendio entrerebbe nel calcolo dell'intera vita lavorativa (e quindi la sua incidenza sarebbe minore).
Non solo, ma ci sono occupazioni usuranti che il lavoratore avanti con gli anni svolge con sempre più fatica (e meno voglia). E allora perché non accettare un part-time?
Sull'utilizzo dei lavoratori anziani che potessero fare da
tutor agli apprendisti aveva già parlato, negli anni scorsi, l'ex ministro Sacconi, ma poi il progetto si era arenato. Adesso, secondo i tecnici che lavorano fianco a fianco con il ministro Fornero, questo "contratto graduale" potrebbe aprire possibilità per il lavoro di giovani e donne (in Italia il tasso di occupazione femminile è fra i più bassi d'Europa). Insomma, se il lavoratore anziano si accontenta del part-time a 4 ore, le altre 4 potrebbero essere svolte da giovani e donne che ora chiedono (inutilmente) di entrare nel mondo del lavoro.
«Bisogna prima avere sul tavolo la proposta del governo - dice Claudio Treves, coordinatore al dipartimento di politiche del lavoro della Cgil - perché a prima vista mi sembra una proposta bizzarra». «Questo governo - dice Treves - ha già allungato l'età pensionabile in modo forzoso. E ha introdotto penalità per chi lascia in anticipo il lavoro. Non solo, ma ha ancora allungato la vita lavorativa sulla possibile speranza di vita. E lo ha fatto senza considerare se il lavoratore è stato in fonderia o dietro una scrivania. Adesso, se entra in vigore questo "contratto graduale", al lavoratore verranno versati minori contributi per gli anni trascorsi con l'occupazione part-time».
Ci sarà, naturalmente, tempo e modo per discutere, ma il sindacato ricorda che già nel 2007, con l'allora governo Prodi, l'argomento era stato affrontato.
«Si chiamava "spazio giovani" - spiega Treves - e prevedeva uno scambio intergenerazionale. Però eravamo di fronte a procedure individuali, dove il lavoratore anziano accettava di andarsene, o di lavorare part-time, in cambio dell'assunzione del proprio figlio, in modo da non veder scendere il proprio reddito familiare. Erano misure da gestire con grande cautela, perché poteva facilmente diventare una pratica clientelare. Poi il governo Prodi cadde e tutto si fermò alle intenzioni».