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Pescara, 08/04/2026
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Data: 04/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
L'ira di Scampia per una frase di Mascia. Il sindaco: noi non siamo come loro. La replica: caduta di stile

Il consigliere Salvatore: grazie per averci additato a esempio di contesto sociale degradato

PESCARA. «Pescara non è Scampia e non è il Bronx», ha detto il sindaco Luigi Albore Mascia commentando i dati dell'università La Sapienza e del quotidiano Italia Oggi che hanno confinato Pescara al 69esimo posto per la qualità della vita e al 99esimo per la criminalità. Ma al sindaco di Pescara ha replicato il consigliere regionale della Campania, capogruppo del gruppo Caldoro, Gennaro Salvatore: «Vogliamo ringraziare il sindaco di Pescara, davvero un signore, per aver additato il quartiere di Scampia a quale sfolgorante esempio di contesto sociale votato a omicidi, stupri, rapine e truffe». Botta e risposta tra Mascia e Salvatore dopo la classifica pubblicata da Italia Oggi. Mascia ha considerato non veritieri quei dati che, come ha detto, «non sappiamo neanche dove siano stati pescati per poi trarre conclusioni che ritengo danneggino in modo grave l'immagine e l'economia della città. Pescara non è una città di omicidi, rapine, truffe ma oggi è una città sicura», ha aggiunto il sindaco specificando che «Pescara non è come Scampia». Il paragone non è piaciuto al consigliere del gruppo Caldoro che è intervenuto. «Comprendiamo che il primo cittadino di Pescara possa non condividere le valutazioni dei ricercatori della Sapienza», ha detto il consigliere regionale, «ma davvero non si capisce il bisogno di dover rivoltare il coltello nella piaga di un quartiere che, come sottoscriveva in un suo saggio Giorgio Bocca, libero pensatore mai tenero nei confronti di Napoli e del Sud, ricordò che "Napoli siamo noi" sottolineando nella copertina del suo libro il "dramma di una città nell'indifferenza dell'Italia"». «Un dramma», ha affermato Salvatore, «che non è solo di un rione o di una città ma che rischia, per via dell'indifferenza o peggio di certo inutile malanimo, di trascinare con sè il Paese. Peccato che nel 2012 ci sia ancora chi non lo comprende. Va da sè che almeno noi le maniche continueremo a rimboccarcele con un ottimismo che saprà andare ben oltre certe infelici sortite o inspiegabili cadute di stile», ha concluso il consigliere regionale.
Per il sindaco di Pescara, quella classifica è bugiarda perché come ha aggiunto: «Parliamo di una classifica in totale controtendenza rispetto ai dati forniti appena lo scorso 30 dicembre dal questore Paolo Passamonti nel corso della conferenza di fine anno, dati che hanno tracciato un quadro ben diverso e ritengo ben più veritiero della nostra città e della sua provincia. In particolare», ha spiegato Mascia, «il questore ha sottolineato come nel 2011 il numero dei reati abbia fatto registrare un netto calo, con una flessione del 2,45 per cento rispetto al 2010, smentendo in maniera netta un presunto calo di 4 posizioni di Pescara come qualità della vita. Gli omicidi registrati a livello provinciale sono stati 3 in tutto l'anno, perché Pescara non è una città in cui imperversa la malavita organizzata come purtroppo accade altrove».

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