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Pescara, 08/04/2026
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Data: 04/01/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Costi della politica - La Camera: «L'indennità parlamentare? Senza le tasse è di appena 5.000 euro»

Schifani: «La decisione spetterà al Consiglio di presidenza»

MILANO - La polemica sui costi della politica continua a dominare la scena italiana. Martedì sera l'ufficio stampa della Camera ha infatti precisato che i dati diffusi dalla Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa presieduta dal presidente dell'Istat Enrico Giovannini evidenziano un costo complessivo per deputato «inferiore rispetto a quello sostenuto dalle assemblee dei Paesi europei con il Pil più elevato».

CINQUEMILA - Secondo Montecitorio, in pratica, se l'indennità parlamentare lorda è di oltre 11.000 euro, al netto delle tasse e delle ritenute previdenziali, fiscali e assistenziali si attesta sui 5.000. La nota inoltre evidenzia come «i dati contenuti nella Relazione sono del tutto provvisori e di qualità insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge». Inoltre, viene sottolineato, «tale somma si riduce ulteriormente per i deputati che svolgono un'attività lavorativa per la quale percepiscono un reddito uguale o superiore al 15% dell'indennità parlamentare». Di conseguenza, se il parlamentare italiano costa allo Stato circa 5.000 euro netti, e anche meno, quello tedesco ne costerebbe 5.100, quello francese 5.030 euro, quello olandese 4.600 mentre un austriaco costerebbe ben 5.400 ero al mese.

Renato Schifani (Ansa/Zucchi)Renato Schifani (Ansa/Zucchi)
IL SENATO - Se dalla Camera parte quindi un movimento volto almeno in apparenza a difendere lo status quo a fronte della relazione della commissione Giovannini in merito alla legge voluta dall'ex ministro Tremonti, in Senato non può essere da meno. Il presidente Renato Schifani, in una lettera ai capigruppo di Palazzo Madama, ha sottolineato a sua volta la provvisorietà dei dati della commissione e ha sottolineato come la decisione finale debba spettare al Consiglio di presidenza. «Il presidente del Senato - si legge nella nota - auspica che i capigruppo promuovano momenti di dibattito all'interno dei rispettivi gruppi, trasmettendo, eventualmente, le proprie note di sintesi alla presidenza che le sottoporrà al Consiglio di presidenza, unico organo deputato a discutere in tema di status del parlamentare».

COLLABORATORI - Schifani e il presidente della Camera Gianfranco Fini sono comunque intenzionati a mantenere l'impegno di ridurre ulteriormente le spese entro la fine di gennaio, e nel mirino ci sono innanzitutto i collaboratori. Finora ogni parlamentare disponeva di una somma forfettaria destinata alle spese per lo staff: 3690 euro per ciascun deputato e 4180 per ogni senatore. Adesso l'intenzione è quella di far gestire direttamente alle amministrazioni delle due camere questa voce, sulla linea dei maggiori paesi europei. Gli stessi collaboratori hanno precisato in una ulteriore nota come sia necessario «che il fondo per lo staff sia destinato esclusivamente alla contrattualizzazione dei collaboratori. Solo in questo modo può essere garantito un immediato impatto sui costi, un innegabile vantaggio in termini di trasparenza».

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