CORTINA - Cambia l'ambientazione, ma il copione è sempre quello: gli ispettori dell'Agenzia delle entrate che si presentano nel negozio, si piazzano in prossimità del registratore di cassa e seguono in diretta senza fiatare le operazioni di rilascio degli scontrini dai registratori di cassa agli acquirenti; al termine della giornata gli introiti schizzano in alto come palline di un flipper polverizzando i dati riferiti allo stesso giorno dell'anno prima o quelli riferiti al giorno prima senza gli angeli custodi. Era successo qualche settimana fa a Belluno e in altri capoluoghi veneti, si è puntualmente verificato anche il 30 dicembre a Cortina al termine dell'operazione, tanto contestata dal sindaco Andrea Franceschi, che l'Agenzia delle entrate ha messo in campo per contrastare il fenomeno dell'evasione fiscale.
Nel mirino degli 80 ispettori impegnati dall'Agenzia sono entrati 35 tra bar, ristoranti, saloni di bellezza, farmacie, gioiellerie e boutique della perla delle Dolomiti. Meglio di tutti, dal punto di vista degli incassi, è andata ai negozianti di beni di lusso, altro che crisi: con il fiato dei controllori sul collo, i loro introiti rispetto allo stesso giorno dell'anno scorso sono lievitati del 400 per cento e di più del doppio rispetto al giorno prima; bene si sono piazzati anche i ristoratori che hanno segnato un ottimo più 300 per cento (110 per cento in più sul giorno prima) e i bar che hanno registrato un dignitoso più 40 per cento rispetto allo stesso giorno dello scorso anno e più 104 per cento rispetto al giorno prima.
Potenza degli ispettori, nel setaccio dei quali sono entrati anche 251 possessori di auto di lusso, Suv e prestigiose marche tedesche: 42 le persone che, stando alla dichiarazione dei redditi sia del 2009 che del 2010 a mala pena sbarcano il lunario avendo dichiarato cifre inferiori ai 30 mila euro lordi annui, ma che in giro per Cortina viaggiano alla guida di auto da 80, 100 e più mila euro. Una quindicina delle supercar controllate sono invece risultate intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi. Altri bolidi da strada (o da fuoristrada) sono intestati a 19 società che sia nel 2009 che nel 2010 hanno dichiarato di essere in perdita e a 37 che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi.
In questo tunnel dell'evasione cortinese parzialmente scoperchiato dagli agenti delle Entrate spicca poi il caso di un commerciante che deteneva beni di lusso in conto vendita per un valore superiore a un milione e 600 mila euro senza tuttavia alcun documento fiscale che ne potesse attestare la provenienza e il percorso.
«L'operazione - puntualizza la nota diramata ieri in serata dalla direzione regionale del Veneto dell'Agenzia delle entrate - fa parte della normale attività di presidio del territorio di competenza, svolta non solo in Veneto, ma su tutto il territorio nazionale. L'esperienza e la professionalità dei funzionari dell'Agenzia - conclude il documento con una replica neppur tanto velata al piccato commento del sindaco di Cortina Andrea Franceschi che aveva pesantemente criticato l'iniziativa lamentandone un possibile danno d'immagine per la conca - è tale per cui il controllo è stato effettuato con il minimo intralcio allo svolgimento dell'attività commerciale». A conferma della discrezione con la quale si sono mossi gli ispettori, in effetti, in un negozio un funzionario è stato scambiato per un commesso dalla clientela.