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Data: 05/01/2012
Testata giornalistica: Il Resto del Carlino
Di notte il treno non ferma più a Reggio, pendolari in rivolta «Quello che non è riuscito a fare la Lega, è riuscito a farlo Trenitalia»

IL TRENO di notte non ferma più a Reggio. dice Donato Ven (Associazione Lucana). Insieme a Giovanni Carbone (Associazione Campania), Massimo Scandale (Associazione Scandale - Calabria) e Pierpaolo Gaeta (Federazione lucani regione), hanno firmato la contestazione a Trenitalia. Tra le ipotesi c'è quella di un presidio in occasione della visita del presidente del consiglio Mario Monti, il 7 gennaio, per informarlo «su un problema che rischia di diventare di ordine pubblico». Le associazioni chiedono un incontro urgente col Prefetto, invitando sindaco, presidente della Provincia e organizzazioni sindacali e imprenditoriali «perché ognuno contribuisca a risolvere "la grave situazione di isolamento" che da settimane vive la stazione di Reggio, con innumerevoli situazioni di disagio che centinaia di famiglie hanno subìto in queste festività». «CASI eclatanti - scrivono le associazioni - come quelli nella stazione di Bologna dove per raggiungere le località d'origine (nel Sud Italia) ed accaparrarsi un posto sui pochissimi treni stracolmi, è dovuta intervenire la Polfer più volte per motivi di ordine pubblico. Per poter salire sui treni stracolmi (sono previsti solo 15 posti in piedi per vagone) si è dovuto addirittura pagare un prezzo doppio dei biglietti». In pratica si saliva senza biglietto per poi pagare la multa al controllare. « Trenitalia invece di potenziare i treni per le festività, a lunga percorrenza da e verso il Sud, li ha ridotti. La situazione dovrebbe peggiorare nei prossimi mesi: sono previsti ulteriori tagli di linee a lunga percorrenza. Dal 13 dicembre numerosi viaggiatori del sud (campani, lucani e calabresi in particolare, e parzialmente i pugliesi) vivono una separazione ferroviaria di fatto dell'Italia. A Reggio la situazione è ancora più grave. Avevamo in fermata 5 treni notte con direzione Sud: 3 sull'Adriatica e 2 con direzione Napoli (di cui 1 solo nei giorni dispari). La situazione attuale è zero. Chi deve andare sull'Adriatica deve cambiare alla stazione di Bologna. Chi va verso Napoli deve prendere un treno alle 22,56 a Reggio per Parma, per poi riprendere un treno all'una di notte con direzione Napoli. Un'assurdità: centinaia di pendolari e famiglie che aspettano 1 e 40 minuti a Parma per poi ripassare di nuovo da Reggio. Nella nostra provincia abbiamo molti lavoratori e famiglie pendolari che il fine settimana ritonano al Sud per poi raggiungere Reggio la domenica o il lunedì mattina presto, per iniziare la loro settimana lavorativa. Questa prassi che dura da tempo è stata spezzata da Trenitalia. Oggi non è più possibile pagare i circa 40 euro su un treno notte per raggiungere Reggio; ne occorrono 80 perché si obbliga a viaggiare sui treni Freccia Rossa»

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