PESCARA - Troppo giovani per la pensione, troppo maturi per riuscire a trovare facilmente altro. Sono gli over 50 espulsi dal mercato del lavoro, che sempre più numerosi bussano ai centri per l'impiego, il volto nuovo di una crisi occupazionale che non fa più distinzioni tra garantiti e precari, padri e figli, e che segnerà il 2012. Ma è solo uno dei nodi del lavoro su cui la Cgil di Pescara incardina proposte alla Regione.
«Anziché fare annunci propagandistici, come quella che forse dimuinuirà le tasse - premette Paolo Castellucci, Cgil Pescara - la giunta regionale metta in piedi iniziative concrete che promuovano nuovo lavoro e ricollocazione». Iniettare risorse a quei progetti imprenditoriali che assumano giovani e ultra 50enni: è una delle proposte. «Al contempo bisogna puntare su progetti innovativi», aggiunge Castellucci. Le ricette per questo 2012 la Cgil le ha lanciate ieri alla luce del report elaborato sugli ultimi due anni.
Rispetto al 2009, a fine settembre 2011 gli iscritti al centro per l'impiego di Pescara erano lievitati di 9362 persone (+24%): 2788 in più i giovani sotto i 35 anni; gli over 50 in cerca di lavoro sono aumentati del 53,3%; 3090 gli ultra 60enni che cercano ricollocazione. Tra gli iscritti tra 36 e 50 anni è donna il 61,4%. A dare la misura dell'emorragia occupazionale è anche il saldo tra avviati e licenziati, -2115 nel solo terzo trimestre 2011. E Pescara è fanalino di coda tra le province abruzzesi: -5,6% di occupazione che, nelle previsioni a 6 mesi del Cresa, scenderà ancora del 10,7%.
Anche il ciclo degli ammortizzatori sociali è arrivato agli sgoccioli, per molti: nei primi 9 mesi 2011 diminuisce la cassa integrazione ordinaria del 37,7%, ma aumenta del 77,6% quella straordinaria, spesso ultima spiaggia. Industria meccanica e abbigliamento i settori che più si sono aggrappati alla cassa straordinaria.
«E con la crisi aumentano le irregolarità - aggiunge ancora Paolo Castellucci -. Su 352 aziende ispezionate il 61,93% è risultata irregolare, 78 i lavoratori in nero. Questa condizione generale del lavoro va rimessa al centro della discussione politica. Ci sono proposte imprenditoriali per un miliardo, come censito da FabbricaAbruzzo, il 19% dei quali dovrebbe riguardare la provincia di Pescara. La Regione sostenga quei progetti che assumano personale over 50 e giovani».
Secondo Domenico Ronca, della Filctem Cgil, sono soprattutto due le grandi questioni da affontare in via prioritaria: il polo chimico e industriale di Bussi e il polo dell'alta moda. «Dalla riunione sulla Valpescara, del 18 gennaio, ci aspettiamo risposte chiare dalla Regione su questi due fronti, altrimenti sarà mobilitazione» manda a dire chiaro e forte Ronca. «Nel polo chimico oggi ci sono appena 150 dipendenti; un tempo erano duemila», ricorda Giovanni D'Addario, altro esponente della Filctem Cgil. In altre parole, bonifica e reindustrializzazione subito: questo è l'appello lanciato dai sindacati ai vertici della Regione. Peraltro i progetti di rilancio ci sono già, targati Toto.