L'AQUILA - "L'unificazione servirà solo ad aumentare i costi. L'unica soluzione è privatizzare, vendere il più possibile".
Questa la posizione del senatore del Pdl nonché segretario della commissione Bilancio di palazzo Madama, Paolo Tancredi, riguardo il progetto di unificazione del trasporto regionale su gomma entro sei mesi, inserito nella Finanziaria regionale. In base all'emendamento presentato dal Pd, Gtm, Arpa e Sangritana, diventeranno un'unica società.
La proposta ha suscitato l'immediata reazione delle maggiori sigle sindacali del settore trasporti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl: "Le parole del senatore Tancredi dimostrano come ci sia una classe politica arrogante e incompetente".
TANCREDI: ''PRIVATIZZARE ARPA, GTM E SANGRITANA''
Tancredi, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Centro, si pone in contrasto con maggioranza, minoranza e sindacati che hanno visto di buon occhio l'unificazione, e ne propone invece la vendita.
"Voglio ricordare - afferma nell'intervista - che il Trasporto pubblico locale costituisce il costo più alto del bilancio corrente della Regione, perché quello della sanità è un capitolo trasferito. Vendere significherebbe fare efficienza su una voce importantissima del bilancio e anche migliorare il servizio su tratte importanti".
Con il discorso dell'unificazione, a detta di Tancredi, si tenta di offuscare il vero problema. "Con l'unificazione - spiega - la Regione resta controllore e programmatore del Tpl. Ed è anche proprietario dell'80 per cento del Tpl, un'incompatibilità pazzesca che non si riscontra da nessuna parte".
Sulla posizione dei sindacati, che si sono mostrati subito favorevoli al progetto, il senatore afferma: "Ci credo, l'unificazione porterà a una sindacalizzazione più spinta e di conseguenza a costi e inefficienze su tutto il sistema regionale".
La soluzione, per Tancredi è, dunque, privatizzare. "Vendere più quote possibili - sottolinea - Ma la Regione invece di fare quello che chiedeva l'Europa, cioè alienare quote di Tpl, ha comprato aziende in fallimento, come la Paolibus".
L'opposizione di Tancredi alla fusione riguarda solo il servizio su gomma. "Per il ferro sarei più cauto - dice - In Italia abbiamo società regionali forti che stanno entrando nel mercato delle liberalizzazioni con la forza del pubblico, penso alle società lombarde ed emiliane. Credo quindi che la Sangritana aiutata dalla Regione possa giocare bene questa partita".
Posizione, quella di Tancredi, in contrasto con quella del governatore Gianni Chiodi, che sulla sua bacheca Facebook cita un passo di un articolo apparso ieri sul Sole 24 ore in cui si sottolinea la bontà della fusione: "Ora alla testa del processo di costruzione di soggetti imprenditoriali dalle spalle piu robuste (nel settore dei trasporti pubblici) ci sono l'Emilia Romagna, l'Umbria, la Toscana e l'Abruzzo".
Trasporti: scontro tancredi-sindacati su privatizzazione societa'
L'AQUILA - "L'unificazione servirà solo ad aumentare i costi. L'unica soluzione è privatizzare, vendere il più possibile".
Questa la posizione del senatore del Pdl nonché segretario della commissione Bilancio di palazzo Madama, Paolo Tancredi, riguardo il progetto di unificazione del trasporto regionale su gomma entro sei mesi, inserito nella Finanziaria regionale. In base all'emendamento presentato dal Pd, Gtm, Arpa e Sangritana, diventeranno un'unica società.
La proposta ha suscitato l'immediata reazione delle maggiori sigle sindacali del settore trasporti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl: "Le parole del senatore Tancredi dimostrano come ci sia una classe politica arrogante e incompetente".
TANCREDI: ''PRIVATIZZARE ARPA, GTM E SANGRITANA''
Tancredi, in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Centro, si pone in contrasto con maggioranza, minoranza e sindacati che hanno visto di buon occhio l'unificazione, e ne propone invece la vendita.
"Voglio ricordare - afferma nell'intervista - che il Trasporto pubblico locale costituisce il costo più alto del bilancio corrente della Regione, perché quello della sanità è un capitolo trasferito. Vendere significherebbe fare efficienza su una voce importantissima del bilancio e anche migliorare il servizio su tratte importanti".
Con il discorso dell'unificazione, a detta di Tancredi, si tenta di offuscare il vero problema. "Con l'unificazione - spiega - la Regione resta controllore e programmatore del Tpl. Ed è anche proprietario dell'80 per cento del Tpl, un'incompatibilità pazzesca che non si riscontra da nessuna parte".
Sulla posizione dei sindacati, che si sono mostrati subito favorevoli al progetto, il senatore afferma: "Ci credo, l'unificazione porterà a una sindacalizzazione più spinta e di conseguenza a costi e inefficienze su tutto il sistema regionale".
La soluzione, per Tancredi è, dunque, privatizzare. "Vendere più quote possibili - sottolinea - Ma la Regione invece di fare quello che chiedeva l'Europa, cioè alienare quote di Tpl, ha comprato aziende in fallimento, come la Paolibus".
L'opposizione di Tancredi alla fusione riguarda solo il servizio su gomma. "Per il ferro sarei più cauto - dice - In Italia abbiamo società regionali forti che stanno entrando nel mercato delle liberalizzazioni con la forza del pubblico, penso alle società lombarde ed emiliane. Credo quindi che la Sangritana aiutata dalla Regione possa giocare bene questa partita".
Posizione, quella di Tancredi, in contrasto con quella del governatore Gianni Chiodi, che sulla sua bacheca Facebook cita un passo di un articolo apparso ieri sul Sole 24 ore in cui si sottolinea la bontà della fusione: "Ora alla testa del processo di costruzione di soggetti imprenditoriali dalle spalle piu robuste (nel settore dei trasporti pubblici) ci sono l'Emilia Romagna, l'Umbria, la Toscana e l'Abruzzo".
LA NOTA DI CGIL, CISL, UIL E UGL
"Che l'azienda unica sia uno dei nervi scoperti più sensibili per la casta rappresentata da certa politica e da una parte di finta imprenditoria era oramai cosa nota, ma che si arrivasse a questo livello di bassezza culturale e sociale da parte di alcuni attori non era davvero preventivabile".
È questa la presa di posizione di tutto il sindacato trasporti regionale rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal senatore del Popolo della libertà Paolo Tancredi e all'atto unilaterale del presidente di Arpa, Massimo Cirulli, che, con un colpo di spugna, ha cancellato tutti gli integrativi aziendali stipulati negli ultimi decenni.
"Le parole del senatore Tancredi dimostrano come ci sia una classe politica arrogante e incompetente, che vede come fumo negli occhi la sindacalizzazione, addirittura evocata come un male che genera costi e inefficienze - attaccano le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl - e che confonde la privatizzazione con la liberalizzazione: se queste sono le argomentazioni, condite per di più da offese gratuite ai lavoratori che, secondo il senatore, sarebbero testualmente messi lì a non fare niente, non si fa fatica a capire quali siano le responsabilità della politica per la situazione in cui versa il Paese ed il perché ci si debba affidare a tecnici per governare".
"A questo punto saranno le risultanze della commissione Giovannini (che si occupa dei costi dei parlamentari italiani, ndr), che in questi giorni sta monitorando i costi della politica e quindi anche del senatore Tancredi, a stabilire inequivocabilmente dove sono gli sprechi", aggiungono.
"Per il sindacato dei lavoratori dei trasporti anche le decisioni assunte dal presidente di Arpa sono un chiaro segnale di contrasto all'azienda unica - dichiarano - difatti si vuole sopperire a una gestione aziendale inconcludente e inefficiente, sottraendo risorse derivanti dalla contrattazione aziendale di secondo livello".
"Va evidenziato che i costi dei lavoratori Arpa sono tra i più bassi nel panorama delle aziende del settore. Con l'azzeramento della contrattazione integrativa di secondo livello, decisa unilateralmente dall'Arpa - proseguono i sindacati - siamo di fronte ad un vero e proprio atto di vigliaccheria sociale: si usano i lavoratori per battere cassa e si tenta di far pagare al sindacato la colpa, se così si può definire, di aver difeso con le unghie il processo di fusione delle aziende pubbliche e di aver messo in discussione le tante poltrone di presidenti, consiglieri di amministrazione, direttori e vice direttori, revisori dei conti".
"La politica e i colletti bianchi che la rappresentano restano ancorati alle loro sedie nonostante i fatti e l'opinione pubblica li abbiano da tempo, loro sì, licenziati. Il presidente Gianni Chiodi e l'assessore Giandonato Morra - concludono Cgil, Cisl, Uil e Ugl - hanno il dovere di prendere posizione e di difendere una scelta che, tra l'altro, deve ancora concretizzarsi. Lo facciano con atti concreti ed inequivocabili, a cominciare dalla rimozione di coloro che, per legge, dovrebbero essere attori del cambiamento ed invece non perdono occasione per ostacolarne gli esiti, a tutto discapito in primis dei cittadini".
LA NOTA DI CGIL, CISL, UIL E UGL
"Che l'azienda unica sia uno dei nervi scoperti più sensibili per la casta rappresentata da certa politica e da una parte di finta imprenditoria era oramai cosa nota, ma che si arrivasse a questo livello di bassezza culturale e sociale da parte di alcuni attori non era davvero preventivabile".
È questa la presa di posizione di tutto il sindacato trasporti regionale rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal senatore del Popolo della libertà Paolo Tancredi e all'atto unilaterale del presidente di Arpa, Massimo Cirulli, che, con un colpo di spugna, ha cancellato tutti gli integrativi aziendali stipulati negli ultimi decenni.
"Le parole del senatore Tancredi dimostrano come ci sia una classe politica arrogante e incompetente, che vede come fumo negli occhi la sindacalizzazione, addirittura evocata come un male che genera costi e inefficienze - attaccano le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl - e che confonde la privatizzazione con la liberalizzazione: se queste sono le argomentazioni, condite per di più da offese gratuite ai lavoratori che, secondo il senatore, sarebbero testualmente messi lì a non fare niente, non si fa fatica a capire quali siano le responsabilità della politica per la situazione in cui versa il Paese ed il perché ci si debba affidare a tecnici per governare".
"A questo punto saranno le risultanze della commissione Giovannini (che si occupa dei costi dei parlamentari italiani, ndr), che in questi giorni sta monitorando i costi della politica e quindi anche del senatore Tancredi, a stabilire inequivocabilmente dove sono gli sprechi", aggiungono.
"Per il sindacato dei lavoratori dei trasporti anche le decisioni assunte dal presidente di Arpa sono un chiaro segnale di contrasto all'azienda unica - dichiarano - difatti si vuole sopperire a una gestione aziendale inconcludente e inefficiente, sottraendo risorse derivanti dalla contrattazione aziendale di secondo livello".
"Va evidenziato che i costi dei lavoratori Arpa sono tra i più bassi nel panorama delle aziende del settore. Con l'azzeramento della contrattazione integrativa di secondo livello, decisa unilateralmente dall'Arpa - proseguono i sindacati - siamo di fronte ad un vero e proprio atto di vigliaccheria sociale: si usano i lavoratori per battere cassa e si tenta di far pagare al sindacato la colpa, se così si può definire, di aver difeso con le unghie il processo di fusione delle aziende pubbliche e di aver messo in discussione le tante poltrone di presidenti, consiglieri di amministrazione, direttori e vice direttori, revisori dei conti".
"La politica e i colletti bianchi che la rappresentano restano ancorati alle loro sedie nonostante i fatti e l'opinione pubblica li abbiano da tempo, loro sì, licenziati. Il presidente Gianni Chiodi e l'assessore Giandonato Morra - concludono Cgil, Cisl, Uil e Ugl - hanno il dovere di prendere posizione e di difendere una scelta che, tra l'altro, deve ancora concretizzarsi. Lo facciano con atti concreti ed inequivocabili, a cominciare dalla rimozione di coloro che, per legge, dovrebbero essere attori del cambiamento ed invece non perdono occasione per ostacolarne gli esiti, a tutto discapito in primis dei cittadini".