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Data: 06/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Idv: supertassa al posto dell'accisa. Costantini attacca Masci sul Bilancio: maggiore prelievo fiscale

Il consigliere regionale D'Amico chiede un incontro all'assessore per la verifica dei numeri

PESCARA. «Una offesa continua all'intelligenza degli abruzzesi. Non riesco ad esprimere altro giudizio sulle dichiarazioni dell'assessore Masci, sul Bilancio della Regione».
Così Carlo Costantini. A stupire il capogruppo dell'Idv in consiglio regionale sono le dichiarazioni rilasciate al Centro, e pubblicate ieri, dall'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci. «Il partito della spesa non esiste. Sono molto soddisfatto del Bilancio 2012: è il bilancio della svolta», aveva detto Masci replicando alle critiche del vicepresidente del Consiglio, Giovanni D'Amico (Pd), preoccupato per gli emendamenti al documento. Il consigliere del Pd, intanto, ha chiesto a Masci un incontro per verificare insieme le cifre del documento contabile e previsionale della Regione approvato, il 30 dicembre scorso, in Consiglio al termine di una maratona notturna.
Secondo Costantini, la difesa fatta da Masci del Bilancio è «un altro colpo alla credibilità della politica che in questo momento - di destra e di sinistra, dopo i disastri bipartisan degli ultimi anni - dovrebbe solo chiedere scusa ai cittadini ed alle imprese, per i guai in cui li ha cacciati».
Masci, dice il capogruppo dell'Idv, «rivendica il merito di aver reso l'Abruzzo una delle poche Regioni d'Italia che non ha fatto ricorso all'accise sui carburanti, ma si è già dimenticato che l'aveva messa e che l'ha tolta non come atto di generosità verso i contribuenti, ma solo perché rendeva troppo poco (circa 4 milioni di euro), sostituendola prontamente con la supertassa sul bollo auto, che ha consentito di spremerli meglio, prelevando dalle loro tasche il maggior importo di circa 12 milioni di euro».
«Uno che fa una operazione del genere dovrebbe avere il pudore di stare zitto», aggiunge Costantini, «e, invece, si sente in diritto di parlare e di straparlare di questioni che, ripeto, offendono l'intelligenza dei cittadini. Come quella di non aver ulteriormente indebitato l'Abruzzo, illudendosi che nessuno sappia che l'Abruzzo non può contrarre nuovi debiti e che, di conseguenza, lui e Chiodi non hanno fatto altri debiti semplicemente perché non era possibile contrarli. O come quella di aver ridotto l'indebitamento della Regione, appropriandosi dei soli effetti dei sacrifici imposti ai cittadini ed alle imprese, se è vero, come è vero, che la riduzione dell'indebitamento è stata determinata non da fantomatiche riforme epocali, ma solo dal maggior prelievo fiscale che dal 2008 ad oggi ha trasferito dalle tasche dei contribuenti al bilancio della Regione di Chiodi e di Masci la somma di 550 milioni di euro».
«Se il profilo di una azione politica si misura anche in base alla gravità del momento», conclude Costantini, «davvero si può dire che mai in Abruzzo si era raggiunto un livello così infimo».

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