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Pescara, 06/04/2026
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06/01/2012
Il Messaggero
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Lotta all'evasione - Furbi del fisco a Cortina, il sindaco:
«Dati manipolati, è stato di polizia» |
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ROMA - E' ancora più arrabbiato di ieri il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi, mentre sfoglia di primo mattino i giornali che riportano l'esito del blitz degli ispettori dell'Agenzia delle entrate a caccia di evasori. L'immagine della sua città, ladrona e godereccia, raccontata dalle prime pagine dei quotidiani, non gli va giù. «Dalle prime verifiche effettuate ascoltando direttamente gli operatori controllati - puntualizza - è emerso che i dati forniti dall Entrate sono stati palesemente manipolati per fare notizia e giustificare un'azione da Stato di polizia. Pretendiamo un'operazione di trasparenza e di verità».
I controlli della Finanza. I controlli contro gli evasori fiscali effettuati a Cortina nei giorni scorsi dall'Agenzia delle entrate avevano coinvolto, tra gli altri, le denunce dei redditi dei proprietari di 251 auto di lusso e di grossa cilindrata: su 133 intestate a persone fisiche - ha comunicato l'Agenzia delle Entrate del Veneto - 42 appartengono a persone che in teoria dovrebbero far fatica a sbarcare il lunario, avendo dichiarato 30.000 euro lordi di reddito. Altre 16 auto sono intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50mila euro lordi. Gli altri 118 superbolidi sono intestati a società che sia nel 2009 sia nel 2010 hanno dichiarato in 19 casi di essere in perdita, mentre in 37 casi hanno dichiarato meno di 50mila euro lordi. I controlli effettuati il 30 dicembre in 35 esercizi commerciali hanno portato risultati e informazioni utili per il recupero dell'evasione. Gli incassi degli esercizi commerciali, nel giorno dei controlli, sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia allo stesso periodo del 2010.
Zaia: ora controllino al Sud. Il governatore del Veneto Luca Zaia chiede la par condicio da parte dell'Agenzia delle Entrate: dopo il blitz a Cortina se ne faccia uno analogo al Sud d'Italia. «L'Agenzia delle entrate ci dice che l'evasione ipotetica al Nord è attorno al 14%, contro punte massime del 66% in alcune zone del Sud - dice Zaia - In virtù della sperequazione dei controlli ci auguriamo che, per coerenza, blitz così importanti come quello di Cortina siano replicati anche al Sud. Se così non fosse dovremmo prendere atto che siamo di fronte ad una autentica operazione mediatica, della quale fa le spese sempre la gallina dalle uova d'oro. I veneti non hanno nulla contro i controlli e hanno ben chiaro che l'evasione fiscale è uno dei mali da sconfiggere a livello nazionale».
Paniz: spettacolarizzazione ingiusta. «La spettacolarizzazione di controlli legittimi, come è stato fatto, danneggia Cortina e la laboriosità dei suoi cittadini - dice il deputato del Pdl, Maurizio Paniz - mortificando anche il lavoro di chi, tutti i giorni, come la locale Guardia di Finanza, sorveglia gli evasori che vanno certamente sanati, ma non danneggiando la faticosa attività di chi fa del turismo, sopratutto in tempi difficili come quelli attuali, una indispensabile ragione di vita. E vedremo comunque se lo stesso avverrà a Capri, Taormina o in Costa Smeralda perchè il Nordest non deve continuare a sostenere, con l'impegno dei suoilavoratori, il peso del resto d'Italia».
Cgil: a Cortina nessuna vessazione, Befera continui. «Il lavoro degli ispettori dell'Agenzia delle entrate è come sempre preziosissimo. Chi denuncia atteggiamenti vessatori commette un errore gravissimo e rischia di apparire culturalmente connivente con gli evasori fiscali» dice Salvatore Chiaramonte, segretario nazionale della Fp-Cgil nazionale. «Il fenomeno - dice- è allarmante e va affrontato con misure di emergenza, mettendo da parte imbarazzanti lagnanze su improbabili persecuzioni nei confronti dei "ricchi". Gli attacchi di questi giorni sono sterili e sembrano non tener conto della gravita dei sacrifici chiesti alle fasce deboli. L'evasione fiscale va condotta senza sconti e senza buonismi. La sola esortazione che facciamo al governo e al direttore Befera è quella di non fermarsi, di avviare una massiccia offensiva per sedare i dubbi su presunte operazioni mediatiche. Si potenzino gli strumenti di controllo, si utilizzino meglio quelli a disposizione».
Il sindaco: inaccettabile far passare ospiti e imprenditori come evasori. Franceschi difende gli imprenditori locali ma anche gli ospiti, vip e non, della località ampezzana. «Nessuno contesta la lotta all'evasione, anzi - rincara - tuttavia trovo inaccettabile che si voglia far passare gli imprenditori e gli ospiti di Cortina d'Ampezzo per evasori. I dati forniti ieri dall'Agenzia delle entrate, analizzati con più calma, dimostrano come siano stati palesemente manipolati e confermano che si sia trattato di un'operazione puramente demagogica».
«Bastava incrociare i dati». Parlando dei turisti, l'unico dato fornito, secondo il sindaco, riguarda 42 auto di grossa cilindrata intestate a cittadini che dichiarano meno di 30mila euro di reddito e 16 auto intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50 mila euro. «Premesso che queste informazioni sarebbero state facilmente verificate dagli oltre 33.000 dipendenti dell'Agenzia delle entrate semplicemente incrociando i dati dei registri Aci con quelli delle dichiarazioni dei redditi e stando in ufficio senza scomodare 80 agenti per azioni in stile hollywoodiano - replica - il dato vero è che questi 58 casi individuati, anche se riguardassero tutti degli evasori fiscali, corrisponderebbero a poco più dello 0,1% sulle circa 50.000 presenze a Cortina del girono 30 dicembre». Basta questo, si chiede, per dipingere tutti i turisti di una località come evasori?
«L'accusa poi andrebbe estesa anche al Ministro della Giustizia Paola Severino, a personalità del calibro di Luca di Montezemolo e addirittura allo stesso direttore dell'agenzia delle entrate Attilio Befera - domanda ancora provocatoriamente Franceschi - tutti in vacanza a Cortina nel giorno in questione? Credo proprio di no e certe generalizzazioni qualunquiste di questi giorni non hanno nessun fondamento».
«Evidenziati solo i casi limite». Parlando poi del sistema imprenditoriale locale, secondo Franceschi, i dati forniti alla stampa dall'Agenzia delle entrate «si limitano ad evidenziare solo i casi limite, per di più in percentuale e non in valore assoluto, finendo per distorcere la realtà. Dire che il bar che ha fatturato di più rispetto allo stesso giorno del 2010 ha avuto un incremento del 40% per esempio non significa nulla - sottolinea - Anche l'incremento sensazionale di un negozio di beni di lusso va analizzato con serietà, perché per esempio una gioielleria può stare intere settimane senza vendere nulla e poi avere la fortuna di veder entrare un principe arabo che spende cifre importanti».
Le critiche alle Entrate. All'Agenzia delle Entrate Franceschi muove perciò più di una critica: «Ci vuole serietà nell'esposizione dei dati - attacca - e ascoltando diversi imprenditori che hanno subito il controllo, gli stessi mi hanno fatto vedere che i loro incassi sono stati perfettamente in linea con quelli del 2010 e anzi, per alcuni negozi, si sono registrate, ahimè, anche perdite del 20%-30%, informazioni che nel comunicato dell'Agenzia delle entrate sono state volutamente nascoste perché avrebbero smontato tutta l'operazione».
«Befera risponda a queste domande». Per questo il sindaco di Cortina fa sapere di aver richiesto ufficialmente al direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera «di fornire tempestivamente e senza indugio alcuni dati». Franceschi ne elenca alcuni: «Quanto hanno fatturato in più o in meno i bar rispetto allo stesso giorno del 2010 in valore assoluto? Quanto hanno fatturato in più o in meno i bar rispetto allo stesso giorno del 2010 in percentuale? Quali sono i dati per gli alberghi e per i negozi?. Quante sono e a quanto ammontano le sanzioni comminate agli imprenditori di Cortina a seguito della verifica?». Quando arriveranno le risposte chieste, Franceschi si dice certo che «tutto il caso si sgonfierà come una grossa bolla di sapone e che l'equazione "Cortina uguale evasione" verrà rispedita al mittente».
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