L'AQUILA - Il progetto di fusione delle società regionali di trasporti Arpa, Gtm e Sangritana, fa discutere il Pdl.
Dopo la posizioni favorevoli del presidente della Regione, Gianni Chiodi, dell'assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra, e la proposta di privatizzazione avanzata dal senatore Pdl Paolo Tancredi, emerge la posizione in controtendenza del vice coordinatore regionale del partito, il senatore Fabrizio Di Stefano.
La fusione, sostenuta da maggioranza, opposizione e sindacati, stando a quanto dichiarato dal senatore al quotidiano Il Centro, non porterebbe alcun beneficio in quanto a costi, poiché il risparmio peserà essenzialmente sul personale.
Sulla posizione di Tancredi, Di Stefano sostiene di condividerne solo una parte. "Se oggi andassimo alla privatizzazione dei trasporti - afferma Di Stefano ricordando che tra un anno ci saranno le gare per l'assegnazione del servizio - metteremmo sul mercato delle aziende che tra un anno potrebbero non valere nulla se non dovessero aggiudicarsi le gare".
Dove Tancredi ha ragione, secondo il senatore, è quando dice che la fusione porterà a un aumento dei costi, poiché "i sindacati chiederanno di pareggiare gli stupendi verso l'alto, cioè verso quelli della Sangritana".
Citando lo studio della Kmpg del 2007, Di Stefano ricorda che in una eventuale privatizzazione "il risparmio sarebbe stato di circa sette milioni di euro di cui quasi quattro derivanti dalle eliminazioni di sovrapposizioni di personale. Cioè da tagli al personale".
Per il vice coordinatore regionale del Pdl non è detto, quindi, come ha sostenuto l'assessore regionale Giandonato Morra, che anche la fusione sia senza esuberi.
"Kmpg diceva anche un'altra cosa - prosegue - avvertiva cioè che l'opportunità della fusione doveva essere valutata tenendo presente l'eventuale conferma ministeriale riguardo ai contributi delle ex gestioni ministeriali".