Dobbiamo liberare risorse da investire sul sistema della intermodalità
PESCARA. Il progetto di legge è approdato in commissione regionale prima di Natale. «Ora lo sottoponiamo al dibattito pubblico», dice Berardo Rabbuffo, capogruppo del Fli in Consiglio regionale «e speriamo di trovare una convergenza. In caso contrario quella struttura sarebbe costretta alla resa».
Il progetto è la privatizzazione della Saga, la società di gestione dell'aeroporto, che oggi è per l'85% in mano pubblica (Regione soprattutto, poi comuni e province, e per il 15% in mano ai privati, in particolare le casse di risparmio). L'aeroporto funziona, guadagna passeggeri (500mila nel 2011), ma non a sufficienza per raggiungere il pareggio. E ogni anno la Regione deve sborsare 4-5 milioni di cosiddetto piano marketing, per convincere le compagnie aeree, prima fra tutte le Raynair, a servirsene (ma quest'anno il governo ha bocciato per due volte la misura perché priva di copertura). Nel 2011 si è aggiunta anche la perdita della AirOne Technic che ha spostato le attività a Napoli, togliendo il lavoro a 70 tecnici e 150mila euro alla Saga per l'affitto degli hangar. La Saga dunque ha bisogno di una cura ricostituente. Il disegno di legge, composto da 5 articoli, prevede semplicemente la dismissione delle partecipazioni entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge.
«Abbiamo lanciato la proposta come consiglieri del Fli», spiega Rabbuffo, «e ne abbiamo parlato anche con i colleghi del terzo polo. Se cedessimo le nostre quote per fare entrare i privati potremmo allinearci con quello che si fa altrove e raggiungere l'obiettivo di 1 milione di passeggeri necessari per il pareggio d'esercizio. I soldi risparmiati li potremmo investire nella intermodalità che per noi è strategica, visto che siamo stati esclusi dall'alta velocità».
Rabbuffo condivide anche la posizione del senatore del Pdl Paolo Tancredi sulla vendita delle aziende di trasporto pubblico locale Arpa, Gtm e Sangritana: «Non posso che condividere quello che dice Tancredi, d'altro canto io sono stato assessore ai trasporti pubblici locali a Teramo e mi rendo conto di quanto possa essere poco competitivo il pubblico. Lì abbiamo un privato, la Staur, e il servizio è decisamente migliore. Il pubblico controlla, verifica l'efficienza, stabilisce le linee, il privato viene pagato a chilometro. Paghiamo a risultato e pretendiamo risultato. Anche Passera spinge a privatizzare, lasciamo al pubblico le cose più delicate. Per garantire il servizio anche nelle località più disagiate si potrebbero studiare nuove soluzioni, come i taxi collettivi. I dipendenti? È una parte del problema ma se ci concentriamo su quel problema sbagliamo. Oggi il pubblico taglia peggio del privato, per esempio nelle corse scolastiche».