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Pescara, 06/04/2026
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08/01/2012
Il Messaggero
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Lotta all'evasione - «Assurdo che il padrone dichiari metà del reddito del dipendente» Cgil, Cisl e Uil: evasione evidente, pagano sempre gli stessi |
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I segretari regionali dei sindacati commentano i dati dell'Agenzia delle Entrate
PESCARA - Nessuna sorpresa per i sindacati dopo il dato fornito dall'Agenzia regionale delle Entrate: il 53% dei lavoratori autonomi dichiara di vivere con meno di mille euro al mese. Ma per Cgil, Cisl e Uil, il problema dell'evasione fiscale viene da lontano, non è di oggi. Anche se la situazione congiunturale del Paese impone una immediata riforma del sistema fiscale, anche a livello regionale. Ad esempio, come suggerisce il segretario regionale della Cisl, Maurizio Spina, spostando la tassazione dalle persone alle cose: «Non è il caso di generalizzare, ma è indubbio che la legislazione attuale favorisce l'evasione fiscale, penalizza i redditi da lavoro e riduce la capacità di acquisto della classe medio-bassa, che è quella sulla quale si regge anche la nostra economia regionale». Il segretario della Uil Abruzzo, Roberto Campo contesta la leggerezza con cui ordini professionali e associazioni di categoria hanno commentato il dato fornito dall'Agenzia delle Entrate, ritenendo verosimile che più della metà dei lavoratori autonomi sbarca il lunario con meno di 20mila euro lordi l'anno: «E' grave -commenta- che si continui a negare l'esistenza di un problema enorme, come quello dell'evasione fiscale. Il fatto che alcuni imprenditori dichiarino la metà del reddito percepito dai propri dipendenti è un'anomalia che viviamo da decenni. La differenza con il passato è che prima era lo Stato a farsi carico del benessere di tutti, oggi il nostro debito pubblico e la congiuntura europea non lo consentono più. Bisogna riuscire a fare capire che il problema riguarda tutti, anche chi evade; perché i quattro quinti della nostra economia si reggono sul mercato interno e il 96% delle entrate fiscali riguardano il reddito da lavoro dipendente: se si fanno pagare sempre gli stessi si affossa il Paese». Gianni Di Cesare, segretario della Cgil Abruzzo, commenta il dato fornito dall'Agenzia delle Entrate avanzando una serie di proposte alla Giunta regionale di Gianni Chiodi: «Siamo molto consapevoli del fenomeno ed è per questo che abbiamo più volte chiesto un tavolo unitario con la Regione per affrontare il nodo dell'Irpef e delle tariffe: trasporti, asili nido, università, ticket sanitari. Serve una strategia, una piattaforma regionale per far sì che certi costi non ricadano solo sui lavoratori dipendenti e i pensionati. L'altra piaga da affrontare è quella del lavoro nero». Italo Lupo, noto orafo pescarese e presidente regionale della Cna, è più cauto rispetto al coro di voci sull'evasione: «Il dato fornito dall'Agenzia delle Entrate è riferito al 2009, un anno in cui anche le imprese abruzzesi hanno avvertito pesantemente i morsi della crisi, e posso parlarne anche per esperienza personale. Certo, qualche sacca di evasione c'è, ma non trovo inverosimile che il reddito di molte delle piccole aziende abruzzesi possa essere stato proprio quello dichiarato in quel periodo, e dunque inferiore ai 20mila euro l'anno».
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