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Data: 08/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lotta all'evasione - Monti: da chi evade le tasse mani in tasca agli italiani «Inammissibili i sacrifici se poi c'è chi non versa le imposte»

REGGIO EMILIA - La prima volta di Mario Monti fuori dai recinti del Palazzo è meno tranquilla del previsto. Non tanto per le proteste allestite da Lega e Rifondazione Comunista nella piazza del teatro di Reggio Emilia, né per i battimani dei cittadini senza bandiera. A rendere pepato l'evento è l'attacco del premier all'evasione fiscale e agli evasori. «Sono loro a mettere le mani nelle tasche degli italiani costringendo la maggioranza dei lavoratori a fare sacrifici per conto altrui».
Davanti al Comune i picchetti sono schierati, la banda suona l'Inno di Mameli, Monti passa in rassegna con l'imbarazzo del neofita. Più tardi, però, quando va al microfono del Teatro Valli l'imbarazzo scompare. Snocciola cifre di un Paese che fatica rispetto al resto d'Europa, difende quel che il suo governo ha fatto «nell'urgenza del momento» e accenna il da farsi: «Lotta alla corruzione, lotta all'evasione, liberalizzazioni. Senza timidezze».
Senza mai citarlo, prende ispirazione da Berlusconi, punzecchiandolo. Quando dice, per esempio, che il basso indebitamento di famiglie e imprese «può dare l'illusione, anche a chi è in buona fede, che il nostro sia un Paese ricco e possa rimanerlo a lungo mentre invece il Pil cresce la metà dell'eurozona» sembra riferirsi alle famose uscite del Cavaliere sui ristoranti pieni o sul tutto esaurito delle località turistiche.
A proposito, l'eco del blitz anti-evasori di Cortina è ancora forte, Monti prende posizione netta. Vigilerà affinché i controlli fiscali rispettino i diritti personali «ma a Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate voglio dire tutto il mio grazie e assicurare il mio appoggio». Quelli della Lega Nord che stanno a distanza non sentono, però seguitano a inveire ma a parte loro in piazza c'è parecchia folla dietro le transenne, e molti applausi. A Reggio è sempre così quando si celebra la nascita del tricolore: 215 anni fa era il vessillo della Repubblica Cispadana, nel 1861 l'Italia lo fece suo. Il sindaco gliene regala uno.
L'applauso più lungo Monti lo guadagna tornando a stuzzicare il Cavaliere e il suo non mettere le mani nelle tasche degli italiani: «Un'espressine che non mi convince visto che alcuni italiani mettono le mani nelle tasche di altri: sono gli evasori rispetto ai contribuenti». Affonda il colpo: «E' inammissibile che una parte importante di ricchezza fugga alla tassazione facendo crescere così la pressione tributaria sugli altri». Poi ce n'è anche per chi si mette di traverso alle liberalizzazioni: «Costoro mettono le mani nelle tasche degli italiani estorcendo privilegi o rendite che ostacolano il gioco della concorrenza». Infine un passaggio sui laureati: «Nel 2009 i laureati nella fascia d'età tra i 25 e i 64 anni non superano il 15 per cento, contro una media europea del 30 per cento».
In platea non c'è nessuno del Pdl. Ci sono quelli del Pd, contenti di esserci. Bersani: «Un bel discorso, che ha messo al centro il dovere dell'equità». Romano Prodi, dopo un lungo abbraccio a quello che fu un suo «ministro» nella Commissione Ue, sorride alle telecamere: «E' la dimostrazione che questo Paese ha bisogno di una coesione etica». L'udc De Poli plaude: «Bene il rigore sui conti e far pagare i furbetti».

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