Giù le mani dalla Sge. Senza questa struttura Gianni Chiodi non sarebbe in grado di portare avanti il suo ruolo di commissario della ricostruzione. Senza Sge, meglio mollare, insomma. Il braccio di ferro fra Chiodi e il Governo si concluderà come noto il 31 marzo. «Stiamo lavorando ed entro il mese presenterò al premier la proposta - ha continuato Chiodi -. Ma sia chiaro il fatto che se si dovesse continuare a fare dell'ipocrisia, non firmerò più mandati senza controlli, non sono un folle o un avventuriero. Non lo farò al buio o seguendo quanto mi arriva da Comuni, altri enti o cittadini». Dopo che nella riunione del 28 dicembre scorso con il premier, Mario Monti, è stata bocciata la proposta di ordinanza di circa 130 milioni per il 2012, a fronte dei circa 300 del 2011, Chiodi è al lavoro per presentare al Governo una nuova ipotesi che «comunque riorganizzi la struttura della governance», ma senza tagli soprattutto in riferimento ai controlli.
Tagli inevitabili tra i precari e le consulenze alla luce dei 30 milioni previsti per la emergenza nel 2012 nel decreto Abruzzo. Le parole del commissario fanno intendere che nella proposta la struttura commissariale non sarà smembrata. «La campagna che si sta facendo è irresponsabile nei confronti di chi deve firmare gli oltre due miliardi di mandati, io l'ho fatto perché ho avuto la struttura - ha proseguito -. Si stanno facendo polemiche sterili. Senza una struttura eccellente robusta, qualificata, che in tal senso è chiaro che ha dei costi, non si può lavorare. Ci si lamenta che con me lavorino 44 persone. Alla Regione spendo 323 milioni con 1.500 persone, mentre nel comparto della sanità si spendono pure 2,5 miliardi ma con 15 mila persone a operare. Che si dovrebbe dire di questo allora? Non posso firmare per 2,5 miliardi senza alcun meccanismo di controllo. La Struttura per la gestione dell'emergenza (Sge) è un apparato che ci vuole ed è anche di alto profilo. Ci sono numerosissime questioni burocratiche, amministrative e legali, che vanno affrontate, invece qui ci si sorprende perfino che io abbia un comitato tecnico scientifico. Dovrei mettere firme al buio?».
Intanto l'assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante invia una lettera aperta a Chiodi in relazione alla Struttura speciale di supporto sistema informativo regionale. «La motivazione dell'avvalimento della struttura - ricorda Giuliante - è stata quella della riduzione dei costi, visto che il precedente contratto con Selex stipulato in emergenza, risultava particolarmente oneroso. Con delibera di giunta regionale n.628 del 19 settembre 2011, dato atto della necessità del contenimento dei costi dell'informatica si è data possibilità alla Sir, di avvalersi dell'Agenzia regionale per l'informatica e la telematica (Arit). Sin qui tutto logico, ma l'Arit fa espletare tale servizio a un soggetto esterno privato, Euroinformatica con sede legale a Bellante, provincia di Teramo. Tale accadimento, se non opportunamente spiegato, importerebbe l'elusione di una gara d'appalto, obbligatoria quando il lavoro viene svolto da soggetto privato per costi così rilevanti. L'unica azione per la quale ci si è determinati per l'abbattimento dei costi rischia di essere trasformata in un'operazione di piccolo cabotaggio clientelare e che riverbera in danno alla Sge, alla quale sembra essere riservato il ruolo di cavallo di troia». Immediata la replica di Chiodi: «Con Arit risparmi per oltre 2,1 milioni di euro».