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Data: 10/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
L'Irpef regionale cresce del 25% E i debiti assorbono quasi 200 milioni, metà per la sanità

La giunta non dà misure alternative alle richieste del governo di aumentare il gettito fiscale

PESCARA. Il taglio dei tre centesimi al litro dell'accise regionale sulla benzina non mette l'Abruzzo al riparo dall'inasprimento fiscale chiesto da Monti ai governatori. E Gianni Chiodi, come tutti i suoi colleghi (sottolineava ieri il quotidiano economico Il Sole 24 ore) non ha cercato alternative e non ha fatto sconti ai contribuenti. E forse non poteva farli, visto che la Regione è ancora in piano di rientro della sanità.
Sulla base della relazione al Bilancio 2012 approvato il 30 dicembre scorso in Consiglio regionale, la leva fiscale aggiuntiva per l'esercizio finanziario 2012 sarà pari a 68,3 milioni di euro per l'Irap e di 67,9 milioni per l'addizionale regionale Irpef.
Il gettito complessivo sarà di 625 milioni per la prima imposta e di 189 milioni per la seconda.
La maggiore leva applicata servirà a compensare i tagli dei trasferimenti statali introdotti dal governo con il decreto salva-Italia.
Secondo un calcolo del Sole per un reddito di 25mila euro l'addizionale Irpef regionale in Abruzzo passerà da 350 euro a 432,5 euro. Siamo la settima regione più tassata d'Italia (fino a poco tempo fa eravamo la prima) e il motivo si comprende scorrendo l'elenco delle Regioni di testa: sono tutte in piano di rientro della sanità, quindi con aliquote portate ai massimi o oltre i massimi di legge, con l'aggiunta quest'anno di quello 0,33% chiesto (ma non imposto tassativamente) da Monti. In Abruzzo i redditi più bassi sono ulteriormente penalizzati perché non si è applicata l'aliquota variabile sulla base degli scaglioni di reddito, come avviene in Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Puglia. Una misura chiesta dai sindacati ma sempre respinta per mancanza di copertura finanziaria. A queste addizionali regionali andranno aggiunte quelle dei sindaci che hanno tempo fino a marzo per pronunciarsi, in particolare sull'Ici prima casa.
Secondo il Sole 24 ore la regola che sembra emergere da questa classifica è che i territori economicamente più deboli sono schiacciati dalla pressione fiscale più alta. La colpa? Per l'Abruzzo è la storia di un debito cresciuto, in particolare fino al 2007-2008 al limite dei 4 miliardi di euro e oggi ridotto a 3,5 miliardi.
E il debito continua a pesare sulle casse abruzzesi. Lo stanziamento complessivo della Regione per pagare i mutui è di 198,2 milioni così suddivisi: 78 milioni per le rate di rimborso dei mutui assunti dalla Regione per il pareggio del bilancio, per la copertura dei deficit sanitari ante 2011 e per il pagamento dei flussi finanziari legati ai contratti di derivato finanziario esistenti; rate di rimborso dei mutui per il settore protezione civile, pari a 1,43 milioni, di cui 1,17 milioni a carico dello Stato e 0,26 milioni a carico della Regione; rate di rimborso dei mutui per il settore del trasporto pubblico locale, pari a 7,6 milioni, interamente a carico dello Stato; 98 milioni di rate di rimborso delle cartolarizzazioni dei debiti sanitari pregressi, il cui finanziamento è posto a carico delle maggiorazioni fiscali su Irap e addizionale regionale all'Irpef; 13 milioni per la rata di rimborso relativa alla eventuale procedura di anticipazione di risorse dello Stato dal fondo Fas.
A questi mutui vanno aggiunti altri 30 milioni di mutui indiretti, cioè di mutui che «le leggi regionali degli anni e decenni precedenti», sottolinea la relazione al Bilancio, «hanno autorizzato a favore degli enti locali regionali disponendone il pagamento nei confronti degli istituti finanziari direttamente a carico del bilancio regionale» (si tratta in gran parte di finanziamenti a pioggia inseriti in provvedimenti omnibus o in Finanziaria).
Questa è una voce che la Regione può diminuire perché molti enti locali non hanno utilizzato o hanno utilizzato solo in parte il finanziamento concesso.
La riduzione dei mutui indiretti è perseguita dalla giunta regionale mediante attuazione delle disposizioni contenute nella legge regionale 6/2009. E già nel corso dell'esercizio finanziario 2011 la direzione Lavori Pubblici ha adottato provvedimenti di revoca totale o parziale dei mutui autorizzati a favore degli enti locali.
La situazione di indebitamento non consente alla Regione, rileva la relazione al Bilancio, di poter ricorrere a ulteriore indebitamento «a causa di un bilancio rigido a causa delle obbligazioni a carattere pluriennale assunte negli esercizi precedenti».

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