MONTESILVANO. Andare oltre Pasquale Cordoma, trovare una persona in grado di ricucire gli strappi dentro il centrodestra: è il mantra che si ripete tra le file del Pdl che, a giorni, dovrà decidere della candidatura a sindaco. Lo dichiarano apertamente i "ribelli", lo dice a mezza bocca la corrente che fa capo all'assessore Emidio Di Felice, lo sostiene anche l'assessore Claudio Di Emanuele, vicino al sindaco. Solo il presidente del consiglio comunale, Vittorio Catone, si dice convinto che «la prima scelta debba essere il sindaco Cordoma», ammettendo però che «bisogna analizzare una serie di aspetti che ruotano intorno alla sua figura».
Sono proprio questi aspetti che portano a valutare scelte diverse. «L'obiettivo è vincere le elezioni», afferma Di Emanuele, «Cordoma non aggrega, ma nemmeno Carlo Tereo de Landerset, Ernesto De Vincentiis e l'assessore Di Felice. E' necessaria una figura in grado di riunire tutte le correnti interne al Pdl, le liste civiche che gravitano nel centrodestra, ma anche l'Unione di Centro. L'esperienza di un Partito democratico diviso, che rischia di consegnare la fascia di candidato sindaco ad Attilio Di Mattia (esponete dell Idv ndr), ci insegna che se non si è uniti si rischia di perdere».
L'assessore al Verde non esclude che il Pdl possa sostenere un candidato esterno: «Penso ad una donna, proveniente dalla società civile, una professionista che costituisca una novità per la politica». Non fa nomi, ma chiarisce che «nessuno della giunta dovrebbe candidarsi a sindaco». Da tempo circola la voce di una possibile candidatura dell'assessore Manola Musa, un'ipotesi che non ha raccolto proseliti nel Pdl.
Nessun identikit per i "ribelli" che lasciano poco spazio ad interpretazioni. «Ci aspettiamo che il partito ci comunichi un nome nuovo. Due anni fa», ricorda Stefania Di Nicola di "Montesilvano per la Libertà", «l'amministrazione era sull'orlo delle dimissioni, un allarme che è rientrato lasciando in piedi una giunta instabile e traballante. Il sindaco si è rimesso al partito proprio perché non è sicuro di riuscire a ricucire gli strappi interni».
Mostra più cautela l'assessore Di Felice: «Il mio gruppo non fa preclusioni verso nessuno, ma la ricandidatura di Cordoma impone, da parte nostra, una riflessione. Non possiamo far finta che in questi cinque anni sia andato tutto bene, non possiamo non tener conto dei rimpasti, degli avvicendamenti e dei gruppi che hanno lasciato l'amministrazione senza farvi ritorno. E' necessario un candidato sindaco che possa unire tutte le anime del centrodestra».