Iscriviti OnLine
 

Pescara, 08/04/2026
Visitatore n. 752.933



Data: 11/01/2012
Testata giornalistica: Pagine d'Abruzzo
La riforma del tpl in Abruzzo - Cirulli (Arpa): "Noi non siamo contrari alla società unica di TPL in Abruzzo''

CHIETI - "Noi non siamo contrari alla fusione delle aziende pubbliche di Tpl in Abruzzo, né opporremo per i prossimi mesi alcuna resistenza a quanto previsto dalla legge regionale approvata il 29 dicembre u.s: daremo corso, perciò, ai contenuti di questo provvedimento approvato a fine anno dal Consiglio regionale. A riprova di quanto si dice, vorrei segnalare di aver inviato il 4 gennaio u.s. una lettera all'assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra a firma del sottoscritto, in cui si propongono alcune soluzioni di carattere tecnico finalizzate a snellire la tempistica necessaria per realizzare tale progetto".

Il Presidente Arpa Massimo Cirulli chiarisce la sua posizione in merito alla riforma del Tpl in Abruzzo ed alla costituenda società unica di Tpl in un incontro con la stampa tenutosi questa mattina a Chieti presso la sede della direzione generale dell'azienda regionale.
Cirulli ricorda però che il processo di fusione porterà inevitabilmente ad esuberi di personale che rappresenteranno un problema di cui la Regione Abruzzo dovrà farsi necessariamente carico. Le economie che si realizzeranno a seguito di tale processo di accorpamento delle aziende pubbliche di Tpl, chiarisce il Presidente Arpa, scaturiranno in buona parte dalla riduzione del costo del personale conseguente al sensibile assottigliamento degli organici. A supporto di tale affermazione Cirulli cita anche i dati contenuti nello studio di KPMG commissionato nel 2007 dalla Regione Abruzzo.
Cirulli parla di 30/ 40 impiegati che risulterebbero in esubero una volta realizzata la fusione, in buona parte presenti in direzione generale Arpa. L'auspicio del rappresen-tante dell'azienda è che la Regione stanzi risorse adeguate per accompagnare l'esodo di quanti verrebbero espulsi dal servizio con il varo della nuova società di autolinee pubbliche, in considerazione del fatto che il settore del trasporto pubblico locale non dispone di alcuna forma di ammortizzatori sociali.
Nel corso dell'incontro il Presidente ha Arpa ha fatto riferimento anche alla disdetta degli accordi aziendali comunicata in data 4 gennaio u.s. ai rappresentanti dei sindacati di categoria Cgil-Cisl-Uil Faisa e Ugl ed alla Giunta regionale d'Abruzzo, un provvedimento che assottiglierebbe il salario dei dipendenti di un importo oscillante tra i 200 e i 300 euro mensili.

Tale decisione si sarebbe resa inevitabile a seguito del peggioramento dei conti azien-dali conseguenti al rincaro pesante di alcuni costi, primo fra tutti il gasolio, oltrechè ai minori
trasferimenti dei contributi regionali, in misura pari al 10% per un importo di 4 milioni e cinquecentomila euro, e non come si è detto sulla stampa, come risposta all'approvazione della legge sull'azienda pubblica di Tpl.
"Un centesimo di rincaro del gasolio per noi significa un aumento secco di costi pari a 100 mila euro in un anno- ha aggiunto Cirulli- Anche Amt di Genova e di Ataf di Firenze, hanno azzerato i contratti di secondo livello per ragioni legate all'insostenibilità dei costi e per poter garantire il servizio. Per far fronte a tale emergenza - ha concluso Cirulli- poteva essere sufficiente un ritocco delle tariffe, cosi come è avvenuto nel resto d'Italia: una richiesta che la Regione Abruzzo non ha accettato e che ci ha spinti a tale sofferta scelta".

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it