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Pescara, 14/08/2020
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Data: 11/01/2012
Testata giornalistica: Prima da Noi
La riforma del tpl in Abruzzo - Cgil, Cisl e Uil : «Subito la fusione»

ABRUZZO. I segretari regionali Gianni Di Cesare (Cgil), Maurizio Spina (Cisl) e Roberto Campo (Uil) con un lungo documento scendono in campo per difendere la riforma del Trasporto pubblico locale, ritenuta una delle priorità da realizzare con urgenza in Abruzzo.
«L'ottica con cui il sindacato sollecita questo riordino si fonda su tre principi: 1) garantire il diritto alla mobilità a tutti i cittadini abruzzesi; 2) migliorare la qualità dello sviluppo della regione con servizi più qualificati ai cittadini e alle imprese; 3) garantire uno sviluppo del settore per migliorare la vivibilità delle nostre città. Per realizzare questi obiettivi sono necessari: certezza delle risorse negli anni, ottimizzazione della spesa e del modello organizzativo, programmazione. Il governo Monti ha reintrodotto la gran parte delle risorse nazionali, quasi azzerate dalla manovra correttiva di agosto del precedente governo, la qual cosa ci consente di superare una fase grave di emergenza che avrebbe comportato drastici ridimensionamenti dei servizi e rappresenta una opportunità per l'Abruzzo per dare finalmente avvio alla riforma del trasporto regionale ed evitare di trovarsi impreparato di fronte alle sfide che anche in questo settore vanno affrontate».
Secondo il sindacato, che interviene in forma unitaria, la soluzione del problema è la «costituzione del Fondo unico regionale sui trasporti, già previsto nella Finanziaria regionale 2011», ma non attuato.
«Nella stessa direzione va la recente legge regionale di fusione delle tre aziende pubbliche regionali su gomma che al di là di ingenti risparmi ottenibili da economie di scala, persegue l'obiettivo di creare un soggetto imprenditoriale più forte, in grado di reggere la competizione europea nello svolgimento delle future gare per l'affidamento dei servizi. Questo obiettivo dovrà essere completato anche per il ferro attraverso la costituzione del consorzio Sangritana - Trenitalia, nella prospettiva di un'azienda unica gomma-ferro».
«Consideriamo sterile la discussione incentrata sulla cessione ai privati (proposta Tancredi, ndr) delle aziende pubbliche - aggiunge il sindacato- non richiesta da nessuna direttiva europea mentre al contrario si sollecita il processo di liberalizzazione. Certamente non è accettabile l'approccio tutto ideologico che attribuisce al privato il potere taumaturgico di abbassare i costi e migliorare i servizi e al pubblico solo spreco e inefficienze. Le tre aziende regionali non sono affatto allo sfascio e costituiscono un patrimonio a disposizione degli abruzzesi nel costruire un sistema in cui c'è spazio per aziende pubbliche e private».
Per i sindacati sono poi urgenti la definizione dei bacini del traffico ed il Piano triennale dei servizi minimi.
«Il presidente Chiodi e l'Assessore Morra dovranno garantire certezza dei tempi e degli strumenti a disposizione, ma anche fare chiarezza delle posizioni e delle azioni tendenti a bloccare o snaturare questo grande processo riformatore che l'Abruzzo aspetta da anni. L'iniziativa dell'Arpa di disdire unilateralmente i contratti aziendali mentre è stata varata la legge sull'Azienda unica costituisce un atto di inaudita gravità, un ostacolo pretestuoso, che deve essere rimosso. Le nostre Federazioni sono consapevoli della necessità di pervenire ad un confronto per l'applicazione di un unico contratto nella costituenda nuova società senza oneri aggiuntivi, ma il confronto non si costruisce con atti unilaterali. Cosi come è necessario che la Regione apra un confronto col sistema delle imprese private».








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