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Data: 11/01/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«La fusione produrrà licenziamenti». Il presidente dell'Arpa avverte: con la nascita della società unica si risparmieranno 5 milioni di euro riducendo gli impiegati in ufficio

CHIETI «Noi daremo esecuzione alla legge che ha varato il Consiglio regionale, quindi la fusione tra le aziende di trasporto pubbliche si farà, ma occorre dire chiaramente che ogni volta che si realizza una fusione, ad essa ne conseguono delle economie sul personale»: non usa giri di parole il presidente dell'Arpa, Massimo Cirulli, che ieri ha espresso la posizione sua e dell'azienda pubblica che rappresenta nel corso di un'affollata conferenza stampa, con la quale ha sgombrato il campo a ogni possibile interpretazione. «Noi - ha precisato l'avvocato Cirulli - abbiamo già dimostrato di non essere attaccati alle nostre poltrone: nel corso del 2011 abbiamo concluso la fusione con la Paoli Bus, eliminando un consiglio d'amministrazione, ed io stesso, differentemente dal mio predecessore, non percepisco un euro per la poltrona di presidente delle Autolinee Cerella, controllate dall'Arpa. Non solo: il 4 gennaio scorso ho inviato una circostanziata lettera all'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, per indicare quella che secondo me è la strada più rapida e conveniente per realizzare la fusione tra le nostre aziende pubbliche di trasporto». L'idea di Cirulli è precisa: non creare una nuova società alla quale conferire Arpa, Gtm e Sangritana, percorso che richiederebbe la stima preventiva di tutte e tre le società, l'approvazione di tale valutazione da parte di uno o più esperti nominati per ciascuna azienda dal tribunale; piuttosto scegliere o di incorporare Gtm all'Arpa o viceversa: una procedura che eviterebbe i passaggi burocratici e si potrebbe concludere in sei mesi circa. «Tuttavia deve essere chiaro - ha precisato il presidente dell'Arpa - che le economie che si realizzerebbero, come dimostra uno studio Kpmg commissionato nel 2007, verrebbero per un milione di euro circa da integrazioni di strutture e acquisto centralizzato di beni e servizi, mentre per oltre cinque milioni dall'eliminazione di sovrapposizione di personale. Non parliamo certo di autisti e controllori, che si gestirebbero senza problemi, ma degli impiegati in ufficio: è come se dovessimo eliminare un'intera direzione generale». Impossibile anche, secondo Cirulli, creare un fondo unico per i trasporti, come propone la Cgil, in quanto i trasferimenti del Governo per le tratte gestite dalle ex Gestioni Governative sono vincolati e quindi si rischierebbe di perderli in caso di diversa utilizzazione.

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