ROMA - Le due vacanze, del 2007 e del 2008 nel lussuoso albergo di Porto Ercole pagate per conto di Angelo Balducci da Francesco Piscicelli, l'imprenditore coinvolto nell'inchiesta sugli appalti della cricca per il G8, sono costate a Carlo Malinconico le dimissioni dall'incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria. Sei settimane nel nuovo delicato ruolo di governo poi, in seguito alle dichiarazioni di Piscicelli, il disagio montante che - nonostante l'assenza di profili penali della vicenda - diventa insostenibile, non solo per l'ex presidente della Federazione degli editori, ma anche per un esecutivo nato nel segno della trasparenza e del rigore. Quindi, ieri mattina, l'inevitabile epilogo che, con l'incontro di un'ora e mezzo tra Malinconico e il premier Monti, ha visto l'uscita di scena del sottosegretario a 44 giorni dal suo giuramento a palazzo Chigi.
La presidenza del Consiglio, nel comunicato seguito all'incontro, rende l'onore delle armi al membro del governo che con le sue dimissioni chiude il caso con insolite - rispetto ad altre recenti vicende - celerità e compostezza, in cui più di un commentatore rileva «lo stile diverso di quest'esecutivo». «Il sottosegretario - recita la nota di palazzo Chigi - ha riferito al presidente, affermando la correttezza della propria condotta». Riferito delle dimissioni rassegnate da Malinconico «per poter meglio difendere la propria immagine e onorabilità in tutte le sedi, nonché salvaguardare le credibilità e l'efficacia dell'azione del governo», il comunicato rende noto «l'apprezzamento» di Mario Monti per «il senso di responsabilità dimostrato nell'anteporre l'interesse pubblico ad ogni altra considerazione».
Quella che nella serata di ieri lo stesso Malinconico ha definito «una decisione sofferta assunta nell'esclusivo interesse del Paese», viene generalmente apprezzata da diversi esponenti politici. Alcuni dei quali, d'altra parte, nelle ore precedenti le dimissioni del sottosegretario avevano parlato di «atto dovuto» (Donadi, Idv) e di «necessario chiarimento in giornata» (Boccia, Pd). Solo dal Pdl, con Donato Bruno, è venuto un aperto tentativo di difesa della condotta del sottosegretario: «Sostenere l'esistenza di un caso Malinconico - ha affermato il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera - soltanto per la frequentazione di Balducci, che finché non è caduto nella rete della giustizia era reputato un grande manager, la considero una montatura. E' doveroso che Monti incontri Malinconico, ma - concludeva Bruno - se ci atteniamo a quanto emerso dalla stampa si tratta di un argomento che può essere archiviato». Di tutt'altro tenore gli altri commenti. Per Pier Luigi Bersani le dimissioni di Malinconico sono «un gesto responsabile da parte di chi ha deciso di far prevalere il pubblico interesse su ogni altro tipo di considerazione». Quanto ad Antonio Di Pietro, «le dimissioni rischiavano di essere in ritardo. Ora Malinconico si può difendere meglio e può lasciare il governo libero di agire. Va apprezzato per il rispetto alla credibilità delle istituzioni». Anche secondo Gianni Alemanno le dimissioni del sottosegretario sono «un segnale di stile importante». «Scelta degna di grande rispetto e considerazione», quella dell'ex presidente della Fieg per Lorenzo Cesa, dalla quale il segretario dell'Udc trae motivo per «due riflessioni profonde. Primo, i galantuomini come Malinconico non possono accettare di difendere i loro incarichi ad ogni costo. Secondo, la cultura del sospetto non può diventare la regola della politica italiana». Apprezza la decisione del sottosegretario anche Paolo Gentiloni: «Certo - dice l'ex ministro del Pd - sono un atto dovuto, ma confermano lo stile nuovo di questo governo». Infine, lapidario il commento di Famiglia Cristiana: «Nei Paesi civili e nelle democrazie che funzionano si fa così, anche se non c'è qualcosa di penalmente rilevante».
La camera di lusso e l'ironia dell'albergatore
«Ma questo professore lo avete adottato?»
ROMA - Alla fine se lo chiedeva anche lui, l'albergatore dei vip, se quelle cifre a sei zeri investite per «l'amico Carlo», altrimenti detto «il professore», fossero soldi spesi bene. E siccome l'albergatore era più amico di Piscicelli, glielo chiedeva pure. Emerge anche questo dalle intercettazioni consegnate dal Ros dei Carabinieri alla magistratura di Firenze, in un rapporto datato 15 ottobre 2009 dal titolo suggestivo: «Il sistema gelatinoso di interscambio di favori ed utilità». L'indagine è quella sugli appalti miliardari che Angelo Balducci, potentissimo capo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, seminava per le aziende degli imprenditori amici; e per «sistema gelatinoso», ovviamente, gli investigatori indicavano la grande rete di amicizie e di scambio di favori che assicurava vantaggi a tutti coloro che ne facevano parte.
La conversazione che ha lasciato pochi dubbi agli investigatori sul motivo di quelle vacanze pagate è del 2 aprile 2008, quando il titolare del Pellicano, Roberto Sciò, uno abituato a ricevere gente del calibro di Gianni Agnelli e dei reali d'Olanda, manifesta un piacevole stupore per l'investimento che Piscicelli vuole fare in termini di finanziamento di soggiorni; la conversazione avviene dopo che Piscicelli invia a Sciò la lista dei giorni da bloccare per Malinconico, intorno alle sette di sera. Piscicelli chiama per conferma e Sciò risponde.
Sciò: Ho visto il fax, ci mancava poco che svengo.
Piscicelli: (ride) riusciamo a fare tutto quello? Sì?
Sciò: Sì, io ho dato disposizioni immediatamente capito? Ma quella che aveva avuto, la becca soltanto una volta perché è stragettonata ..
Piscicelli: Ahiahi!!
Sciò: No, no. Ma ho delle cose adeguate e simili. Non ti preoccupare che...
Piscicelli:.... Va bè.
Sciò: Una (camera, ndr) se la fa pure con piscina, diciamo..
Piscicelli:..Perfetto.
Sciò: Perché queste cose migliori sono le più gettonate capito?
Piscicelli:..certo..
Sciò: Stranamente in questi periodi di carestia, tutto quello che è più caro va prima...(ride).
Piscicelli:.. (ride) E' strano eh?
Poi, dopo aver chiesto rassicurazioni sul fatto che il direttore dell'albergo si scuserà con Malinconico per non avergli potuto dare la stanza migliore del resort, Piscicelli si raccomanda ancora sul conto:
Piscicelli: Senti Roberto, l'ultima cortesia: gli dici al capo del ricevimento che naturalmente poi faccio io, che passo io.
Sciò: Sì, sì, sì.
Piscicelli: Non è che si distraggono? Casomai gli fanno il conto?
Sciò: No, no, adesso glielo dico subito. Io già gliel'ho detto, adesso che scendo glielo ridico... e mi auguro che sia veramente foriero tutto questo tuo...(ride).
Piscicelli:..(ride) questa è una cosa continua, caro Roberto.
Sciò: E' continua?
Piscicelli:..Eh va be', ma fosse solo questo. Almeno lui è simpatico, Voglio dire, almeno è carino e simpatico. Va be' lasciamo perdere, tanto fa parte dei giochi. Che vuoi fare? Di qualsiasi colore essi siano poi..
Sciò: Sì, sì, questo.. ma lui rimane lì adesso? (all'epoca Carlo Malinconico era Segretario Generale presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ndr).
Piscicelli: No, no. Poi ti dico, poi ti dico...
Altre intercettazioni documentano come Carlo Malinconico fosse perfettamente consapevole del fatto che se a pagare era Piscicelli, il vero regista delle sue vacanze era Angelo Balducci. Come la telefonata del 30 aprile 2008, tra Malinconico e l'ex capo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Malinconico:..pronto?
Balducci:...professore!
Malinconico: Angelo come stai?
Balducci: insomma.
Malinconico: senti, ti chiamavo innanzitutto a parte il piacere di sentirti.
Balducci: è reciproco.
Malinconico: per ringraziarti.
Balducci: che scherzi?
Malinconico: perché poi lillo oggi mi ha detto che... insomma ti aveva, e tu avevi poi dato...
Balducci: tutto a posto, ci mancherebbe.
Malinconico: grazie, veramente benissimo, ottimo il tutto. e quindi ti volevo veramente ringraziare di cuore.
Balducci: ti do un abbraccione!
E deve essere stato bene davvero, Carlo Malinconico. Perché quella sera stessa, verso le nove, Piscicelli ha un nuovo fax da inviare al Pellicano per prenotare un soggiorno per «il professore», stavolta per agosto. Suscitando ancora una volta la reazione compiaciuta del titolare, Roberto Sciò.
Piscicelli: Uhè Roberto, stai a tavola forse?
Sciò: No, no figurati.
Piscicelli: io ti ho mandato, perché questa volta mi sono organizzato, un fax al Pellicano con tutto il programma del Professore, fino a fine agosto, così ci organizziamo bene capito? A parte questi quattro giorni qua, li prenotiamo. Poi mi dici con chi mi devo interfacciare.
Sciò: Ma ascolta... Ma te lo sei... il Professore te lo sei (ride)come si dice? adottato-adottato?
Piscicelli: (ride) quindi c'ho tutto il programma, i week end. Che vuoi fare, Robertino. E va beh, ti ho mandato tutto il programma in modo che possiamo dargli per le prossime volte quella camera bella. La sua, insomma.