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Data: 11/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Pd: Chiodi si dimetta da commissario. Paolucci: aquilani vittime delle beghe del centrodestra. Giuliante: gare d'appalto per la Sge

L'AQUILA. «Abbiamo fatto una chiacchierata». Risponde così l'assessore regionale alla protezione civile Gianfranco Giuliante quando gli si chiede se ha sentito il governatore Gianni Chiodi. Sono passate poche ore dalla lettera nella quale l'assessore alla Protezione civile boccia la gestione economica della Sge, la struttura per l'emergenza che è parte integrante della struttura commissariale guidata da Chiodi. Intanto il Pd attacca il commissario e ne chiede le dimissioni.
Al centro della questione la relazione dell'ex consulente Sergio Iovenitti sugli alti costi della Sge nella gestione (senza bandi) di servizi e forniture: dalla telefonia all'informatica, dalle forze armate ai materiali per l'edilizia. In particolare Giuliante ha criticato l'affidamento da parte dell'Arit, l'azienda regionale per l'informatica, di alcuni lavori a una società esterna di Bellante. L'assessore ha parlato di «piccolo cabotaggio clientelare». Chiodi ha risposto seccato: «Sugli affidamenti ha votato la giunta, io non c'ero, Giuliante sì».
«La violenta polemica scoppiata all'interno del centrodestra sul servizio informatico della Sge», dice il segretario del Pd Silvio Paolucci «arriva dopo l'esplosione dei costi di gestione denunciati dalla stampa. Questo basta per imporre l'immediato stop alla fallimentare gestione commissariale targata Gianni Chiodi». Per Paolucci «il centrodestra non può pensare di utilizzare gli aquilani e gli altri cittadini abruzzesi che aspettano la ricostruzione come carne da macello per lotte intestine, guerre di poltrone e clientele. Dal primo giorno ci stiamo battendo, incontrando sempre il voto contrario del centrodestra, per una legge sulla ricostruzione che metta ordine nelle competenze e dia ai cittadini il diritto alla trasparenza finora negato. Solo così i tempi potranno essere certi e rapidi, le risorse definite e gli affaristi tenuti lontani dalla ricostruzione con l'ausilio della magistratura. Oggi Chiodi ha il solo dovere di capire che deve fare un passo indietro per il bene della città e del cratere. Bisogna evitare che Chiodi metta le mani sulla città ed è per questo che è necessario sostenere con forza e determinazione la conferma di Massimo Cialente a sindaco».
A Paolucci risponde lo stesso Giuliante: «L'intervento di Paolucci è strumentale e fuori luogo», dice l'assessore, «la denuncia circa le spese dell'emergenza da rivedere è un addebito che può e deve essere mosso anche al sindaco Cialente, per lungo tempo vice Commissario, e che ha convissuto con tale sistema. A differenza di Chiodi, il quale ha dato disposizioni, anche se poi da altri disattese, per l'indizione di gare, Cialente ha taciuto pensando solo a mettere a reddito la propria posizione ottenendo strutture parallele, con importante dispendio di denaro pubblico, che nulla stanno producendo».
Intanto oggi Giuliante vedrà di nuovo Chiodi. «Ci vediamo solo per parlare della legge sul rischio sismico. Avevamo affidato alcuni compiti alle Province, adesso in vista della loro abolizione ne dobbiamo riparlare».
Impossibile però che il discorso non scivoli sulla Sge.
«Io ho scritto una cosa chiara», spiega Giuliante. «C'è stata tutta una parte di percorso interno alla Regione che ho condiviso e votato. La contestazione non faceva riferimento al percorso, ma al fatto che una struttura regionale si avvale di soggetti diversi».
E non è questa la strada per ridurre i costi, dice Giuliante. «C'è una lettera del governo in cui si chiede al commissario Chiodi e al sindaco Cialente di elidere alcune strutture strettamente legate alla fase dell'emergenza. La Sge ha tagliato alcune consulenze, ha fatto qualche passo avanti con alcune riduzioni di costi, ma noi dobbiamo fare una rimodulazione da qui a 3 mesi che dobbiamo portare all'esame del governo. Dobbiamo quindi costruire un percorso per convincere Monti che i soldi che ci servono saranno ben spesi. Nel frattempo non ci sono state gare e io mi sono arrabbiato».
È questo il nodo centrale: siamo fuori dall'emergenza ma siamo ancora dentro l'emergenza come modo di operare, è l'opinione di Giuliante.
«C'è stato il momento dell'emergenza in cui si derogava su tutto, di conseguenza si chiedevano beni e servizi a prezzi più alti. Ora dopo tre anni non si possono mantenere in piedi quei contratti. Altrimenti crei dei prezzi drogati. Io contesto che dopo tre anni non è stato fatto alcun bando per rimettere in discussione i servizi adeguandoli al cambiamento della situazione. È la contestazione che la relazione Ioannitti ha tirato fuori». L'inerzia su questo punto è per Giuliante «inspiegabile, anche perché Chiodi aveva diramato una circolare in cui diceva che bisognava rifare i bandi. Quello che dobbiamo censurare è il fatto che nonostante le indicazioni del commissiario non è stato fatto nulla. Per questo ho chiesto che vengano individuati i responsabili».
Giuliante tiene però a precisare che il suo «non è un attacco a Chiodi». «Succede sempre così: quando fotografo una certa realtà, questo viene sempre tradotto in qualcosa a danno di qualuno. Se chiedo le primarie per la candidatura a sindaco dell'Aquila mi si dice che è contro De Matteis. Ora mi si dice che sono contro Chiodi. Io non attacco Chiodi. Io fotografo alcune situazioni che risentono della mancata attuazione delle disposizioni di Chiodi. C'è stato un meccanismo omissivo. Che cosa è altrimenti se uno uno ha dato disposizione e non si fa niente dopo 1 anno e mezzo?».

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