ROMA - Dalle lenzuolate di Pier Luigi Bersani, anno di grazia 2007, ai decreti di Mario Monti, i taxi restano una delle trincee più profonde scavate sulla strada delle liberalizzazioni. Un tema molto sentito soprattutto a Roma, dove le vicende legate alle 7.200 auto bianche infiammano periodicamente la polemica politica. E questa volta marcano anche una distanza tra le posizioni di Gianni Alemanno, sindaco da sempre schierato sul fronte pro tassisti, e Renata Polverini, presidente della Regione Lazio. Che in passato, da leader sindacale dell'Ugl, si è occupata a tempo pieno dell'aspro confronto tra la categoria e il governo guidato da Romano Prodi.
L'ipotesi, al momento, è la liberalizzazione con licenze compensative, con l'Antitrust che suggerisce di dare la possibilità agli attuali titolari delle licenze di vedersene assegnata un'altra gratuitamente. Ma il clima intorno alla trattativa è teso. Ieri le auto bianche hanno protestato a Genova, riversandosi tutte al lavoro senza rispetto dei turni e creando la paralisi nelle strade del centro. Oggi sarà la volta di Bologna dove, nella sede della Legacoop, si ritroveranno centinaia di tassisti provenienti da tutt'Italia. Nel capoluogo emiliano si riunirà il parlamentino delle associazioni dei taxi, che deciderà il da farsi nei prossimi giorni. Da qui a una possibile invasione di Roma, come quella di quasi cinque anni fa, il passo è breve.
In Campidoglio, però, c'è adesso un'amministrazione molto vicina alle ragioni della categoria. «Il tema delle liberalizzazioni comprende tutti - sottolinea Alemanno - È come un sacco in cui si mette tutto, dalle grandi banche alla assicurazioni, e in cui si vuol mettere anche quei poveracci dei tassisti». Secondo il sindaco «a Roma si vedono spesso taxi in colonna, davanti alle stazioni, che non fanno niente e hanno un reddito bassissimo». Il modello da evitare, per Alemanno, è oltre l'Atlantico: «Io non voglio che il taxi del futuro sia come quelli degli Stati Uniti - spiega l'inquilino del Campidoglio - in molti film americani uno prima di suicidarsi fa il tassista, come ultimo stadio della sua disperazione». Da più parti, nel Pdl, si frena sulla liberalizzazione delle auto bianche, che trova maggiori favori nel centrosinistra. Con il segretario del Pd che chiede al governo un pacchetto unico, dall'energia fino ai taxi.
Diversa la posizione della Polverini: «Bisogna trovare un equilibrio - sostiene la presidente della Regione Lazio - Io riesco a mettermi nel punto di vista dei tassisti, ma loro devono comprendere che con più licenze si potrà lavorare di più». Nella ricetta della governatrice il taxi «può diventare un vero mezzo pubblico, non solo un mezzo per chi se lo può permettere», uniformandosi così a ciò che avviene in altre grandi città del mondo. «I tassisti hanno fatto campagna elettorale per Alemanno, io invece non liscio il pelo a nessuno - aggiunge la Polverini - Quando nel nostro paese si parla in generale di liberalizzazioni si alzano tutti gli scudi possibili e immaginabili: bisogna invece raggiungere un compromesso, fare una trattativa e cedere qualcosa da entrambe le parti».