PESCARA. «Sarà difficile votare per una persona che ha cambiato sei o sette casacche». Massimo Pastore, consigliere comunale del Pdl, commenta così la trattativa in corso tra Pescara Futura e Adele Caroli, indipendente, che potrebbe guadagnare la vice presidenza.
Ha destato qualche malumore nella maggioranza, la notizia della trattativa tra Carlo Masci, leader di Pescara Futura, e la consigliera indipendente Adele Caroli. Si tratterebbe di un tentativo per rinforzare le fila e per mettere le mani avanti nel caso del ventilato abbandono della lista civica da parte di Michele Di Marco, sostenitore dell'assessore Elena Seller, la quale ha da poco rimesso le sue deleghe nelle mani del sindaco Luigi Albore Mascia. Nulla di certo per il momento, ma è innegabile che il rimpasto che sta tenendo banco in Comune porti con sé una scia di malessere difficile da tenere a bada.
Per Di Marco, eletto nelle fila dell'Italia dei valori e poi passato a Pescara Futura, sarebbe il terzo cambio di casacca. Voci di corridoio parlano anche di nuovi ingressi nell'Udc, probabilmente dalle fila degli indipendenti. Molto gira intorno alle decisioni che il sindaco prenderà proprio a proposito della Seller, contestata da una parte della maggioranza ma sostenuta dall'altra.
«Si è rimessa alle mie valutazioni e a quelle della maggioranza di governo», ha detto il sindaco parlando della Seller, «ma è un discorso che affronteremo dopo la nomina dei due nuovi assessori, così come farà parte di una fase B la redistribuzione delle deleghe, un discorso che dovrà coinvolgere anche l'Udc e i consiglieri federati come Nico Lerri, Livio Marinucci e Salvatore Di Pino. Il dato reale», ha aggiunto Mascia, «è la perfetta armonia con la quale stiamo portando avanti la fase di riequilibrio dell'esecutivo, a testimoniare una giunta compatta che oggi può contare su una maggioranza di 24 consiglieri».
Un'unione che viene ribadita dal consigliere Massimo Pastore, che ammette però come la possibile richiesta di votare la Caroli come vice presidente del consiglio, andrà motivata con argomenti validi. «Faremo ciò che alla fine deciderà di fare il sindaco», afferma Pastore, «ma sarà difficile votare una persona che se dovesse entrare a Pescara Futura sarebbe al settimo cambio di casacca. I numeri per l'azione di governo ci sono e credo che il sindaco lo sappia e che non ci chiederà di votarla, se lo farà, dovrà motivare questa scelta e noi lo ascolteremo». Pastore poi, non evita una stoccata a Gianni Santilli, il neo assessore che prende il posto di Stefano Cardelli: «Dovrà riconquistare la fiducia dei consiglieri». Il percorso di Santilli ha avuto diverse tappe: capogruppo di Pescara Futura e presidente della commissione Urbanistica, ha lasciato entrambi gli incarichi per la vice presidenza del consiglio comunale, e adesso si dimette per diventare assessore.
Per la sostituzione della dimissionaria Barbara Cazzaniga, sulla base di tre nomi presentati al primo cittadino da Masci, il cerchio sembra stringersi intorno alla figura di Maria Grazia Palusci, direttore d'orchestra, già candidata alle ultime elezioni amministrative del 2009.
Nel giro di valzer di assessori e deleghe, si registra il malcontento dell'Udc. Il capogruppo Vincenzo Dogali ribadisce, dopo la riunione del gruppo consiliare e l'esame della situazione politica, che «la ridistribuzione delle deleghe è un fatto politico e come tale riguarda la maggioranza di governo», e chiede «un riequilibrio».
Ai blocchi di partenza per un posto in consiglio, se i tasselli si dovessero incastrare, sono pronti Alfredo Cremonese (Pescara Futura) e Roberto Carota (Pdl). Il primo è un fedelissimo di Masci, con doppio incarico nell'ente manifestazioni e in Provincia, il secondo è il figlio di Francesco Carota, ex presidente del quartiere Colli.
Amministrazione Mascia: in 10 hanno cambiato casacca
Passaggi trasversali e corsa a incarichi e poltrone. E si parla già di altre defezioni
PESCARA. In due anni e mezzo di amministrazione, il sindaco Mascia ha dovuto più volte placare gli animi e ricomporre le fila. Il rimpasto di questi giorni è stato preceduto da una serie di cambi di casacca che sembrano non accennare a finire. Tanto che nel sito internet del consiglio comunale, stanchi dei continui aggiornamenti, in molti casi hanno lasciato i nominativi con accanto i partiti o le liste civiche di partenza.
Incomprensioni, invidie e malumori alla base dei cambiamenti, senza escludere il desiderio di agguantare una poltrona o un incarico.
L'elenco è lungo e trasversale. Michele Di Marco ha lasciato l'Idv per passare a Pescara Futura, Livio Marinucci dal Pdl è andato a Democrazia per le autonomie e poi è diventato indipendente. Giuseppe Bruno da Pescara Futura è confluito in Fli, dove sono andati anche Massimiliano Pignoli che veniva dalla lista Teodoro e lo stesso Gianni Teodoro, che però ora è in Provincia. E poi, Nico Lerri, che dopo Pdl e Fli ora è indipendente, come lo è Salvatore Di Pino, eletto nelle fila di Pescara Futura. Vincenzo Di Noi da Pescara Futura all'Udc, lo stesso presidente del consiglio Roberto De Camillis ora Udc, era nella lista Pescara Città Ponte. E infine, Adele Caroli, attualmente indipendente ma in trattativa con Pescara Futura. Se l'accordo dovesse andare a buon fine sarebbe il suo settimo cambiamento.