Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/04/2026
Visitatore n. 752.882



Data: 11/01/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi amareggiato ma non molla Bossi. Il Cavaliere sul piede di guerra: nelle carte dell'inchiesta non c'è nulla su Nicola

Manette che ancora non sono comparse ma che potrebbero scattare, può provocare sulla stabilità del partito, non solo in Campania ma a livello nazionale. Con effetti disastrosi per tutto il centrodestra. Concetto ribadito anche da Fabrizio Cicchitto che, uscendo da Palazzo Grazioli in tarda serata, non nasconde l'imbarazzo: «Berlusconi è angosciato da tutta la vicenda».
La somma di queste tensioni non può che riverberarsi nel rapporto con la Lega, ormai ai minimi storici, ma qualche esile filo potrebbe restare in previsione delle amministrative di primavera. Andare da soli alle urne, per il Pdl, avrebbe effetti disastrosi, i sondaggi sono inesorabili. L'avvertimento rivolto a Bossi è stato di pari intensità: anche voi avreste seri problemi.
Ma se il Carroccio non lascia spazio al voto di coscienza, per Cosentino si spalancheranno, in modo ineluttabile, le porte delle carceri. Questo è il tasto dolente sul quale batte Berlusconi, anche se ormai, secondo i testimoni, sembra rassegnato ad assistere al finale di partita dall'esito scontato. Invano, ha ripetuto, quelle carte giudiziarie parlano chiaro, non giustificano l'arresto. Insistendo: il problema di Bossi è tutto interno nel rapporto con Maroni.
Berlusconi è rientrato ieri da Milano dopo aver incontrato Umberto Bossi e altri dirigenti del Carroccio, in via Rovani, alla sede operativa di Fininvest. Il Senatùr gli avrebbe riferito dello scontro tra maroniani ed esponenti del «Cerchio magico». Inoltre, fatto non secondario, molti leghisti vorrebbero poi prendere le distanze dal Pdl per rimarcare che a sostenere il governo Monti sono proprio gli azzurri e Berlusconi deve prenderne atto. Il Cavaliere avrebbe obiettato: io guardo alle mosse del governo con cautela. Spero che il nuovo esecutivo si limiti a lavorare sulle questioni tecniche ed economiche e non voglia diventare politico.
Angelino Alfano, segretario Pdl, di fronte a questo innalzamento improvviso della temperatura, si è subito messo all'opera per tentare di ricucire con il Carroccio. Impresa difficile, se non impossibile. Alla riunione di ieri sera è seguita una cena alla quale hanno partecipato i big del Pdl: oltre ad Alfano, c'erano i capigruppo Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Massimo Corsaro, gli ex ministri Anna Maria Bernini e Altero Matteoli.
Proprio Matteoli potrebbe essere cerniera con gli ex-An, alcuni dei quali sarebbero tentati di votare per l'arresto di Cosentino. Ma ormai è assodato che l'esito di questo caso sarà risolutivo per il centrodestra. Osserva un dirigente: «Berlusconi senza Lega non può più contare nemmeno su future alleanze con l'Udc di Casini e, men che meno, con Gianfranco Fini». Eppure, chi lo ha incontrato, descrive un Cavaliere in piena forma. Le vacanze in famiglia, sia ad Arcore che in Costa Azzurra, lo hanno rinfrancato. Alla vigilia di natale, secondo alcuni rumors, avrebbe ospitato a cena l'ex moglie Veronica Lario.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it