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Pescara, 06/04/2026
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Data: 11/01/2012
Testata giornalistica: Italia Oggi
Sui Frecciarossa si pratica l'Apartheid isolate le carrozze di prima classe

Era dai tempi del Titanic che a nessuno saltava più in mente di chiudere le porte tra la «terza classe» e le altre su un mezzo di trasporto. A tale colpevole dimenticanza ha rimediato Trenitalia, imponendo ai malcapitati capotreni del Frecciarossa di annunciare ai «signori passeggeri che la porta tra le carrozze 7 e 8 sarà chiusa. Chi vorrà usufruire del servizio bar nelle carrozze standard potrà avvalersi dell'apposito carrello». Il controllore, interpellato sulla ragione di questa castroneria, risponde imbarazzato: «Sì, dovremmo chiuderla, ma non lo facciamo, o meglio, dipende dal capotreno: anche per evitare discussioni con i passeggeri... perchè sa, ce ne sono state molte». Vivaddio. Quale genio del marketing si è inventato la castroneria che si potesse stimolare l'acquisto dei biglietti nelle bellissime ma care carrozze «Premium» e «Business» dei Frecciarossa inibendo ai viaggiatori delle carrozze «Standard» l'accesso alla carrozza bar? Viene in mente Guido Gozzano: «Non amo la miscela dell'alta e bassa gente». La soluzione è lampante: per marcare la differenza tra le classi (pardon: tra i «livelli di servizio», rispettiamo questa stupida ipocrita leziosità lessicale) basta e abbonda, in fatto di consumi da bar, il servizio gratuito di prima colazione o snack offerto ai viaggiatori delle carrozze Premium e Business, mentre tutto è a pagamento per chi viaggia in Standard. Ma via quella porta chiusa tra le classi. Che oltretutto, genera un pericolo in più: se ci fosse un incendio? Se un passeggero si sente male e ha bisogno di bere urgentemente. Coraggio, Moretti: l'alta velocità ferroviaria è una delle pochissime cose buone che si sono viste in questo Paese negli ultimi anni, non si perda su particolari del genere. Abolisca quell'annuncio demenziale, non chiuda quella porta: tanto più che il suo personale viaggiante è più saggio di qualche suo dirigente di Piazza Croce Rossa, che davvero meriterebbe un pronto soccorso; e quindi, testimonianza diretta, già la lascia aperta.

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