FIRENZE STAZIONI deserte, con i pendolari in balia di loro stessi, che, per qualsiasi cosa - da un'informazione alla segnalazione di una situazione di emergenza - non sanno più a chi rivolgersi. Succede a Pontremoli, in provincia di Massa, ma anche a Baschi, Alviano, Attigliano, tre piccole stazioni, lungo la linea ferroviaria Firenze-Roma, al confine tra Toscana e Umbria, dove Rfi ha eliminato i capistazione. Stessa fine farà a breve Terontola, in provincia di Arezzo, mentre a Siena il centro operativo, con relativo personale, è stato trasferito a Firenze. In totale, sono 100, su circa 800, gli addetti alla circolazione dei treni, in gran parte capistazione, che Rfi ha deciso di tagliare in Toscana. La denuncia arriva dalle segreterie regionali Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil, che da ieri alle 21 e fino a stasera alla stessa ora hanno proclamato lo sciopero regionale. «Scioperiamo - hanno spiegato i sindacati - contro il piano di riorganizzazione che Rfi porta avanti in maniera unilaterale e che mira solo a tagliare i costi in Toscana senza però prendere in considerazione il lavoro, la qualità e la sicurezza del servizio». Rfi, hanno sottolineato i segretari Andrea Gambacciani, per la Cgil, Franco Fratini, per la Cisl, e Paolo Fantappiè, per la Uil, «ha già tagliato 50 posti di lavoro tra gli addetti alla circolazione dei treni e il suo obiettivo è arrivare a 100, mentre nella regione soffriamo di una cronica carenza di personale che, tra le altre cose, ha il delicato compito di dirigere il traffico ferroviario». Sovraccaricare di lavoro, perciò, i capistazione rimasti, significa, secondo i sindacati, mettere a rischio la sicurezza dei viaggiatori. PER QUESTO è la seconda volta che i lavoratori incrociano le braccia. La prima volta è stato il 16 dicembre, con lo sciopero regionale che è coinciso con quello nazionale. Ma non è finita. I sindacati sono pronti, in mancanza di una risposta da parte di Rfi, ad attivare le procedure per indire subito un altro sciopero, entro 20-25 giorni. Intanto, se si escludono le fasce protette a maggiore mobilità (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21), oggi sarà una giornata di passione per chi, in Toscana, si sposta in treno. I sindacati si aspettano un'adesione allo sciopero di almeno l'80%, con inevitabili disagi sui treni regionali e su quelli a lunga e media percorrenza, che potrebbero essere soggetti a cancellazioni o limitazioni di percorso.