Provincia e Comune favorevoli a un asse di collegamento con l'A14
Lanciano. - Sull'utilizzo del tracciato Lanciano-San Vito della Sangritana, che presto verrà dimesso, la parola passa ai tecnici. Si può sintetizzare così il "vertice" che si è svolto ieri mattina alla Provincia di Chieti. Alla riunione, su convocazione del presidente Tommaso Coletti, hanno partecipato i sindaci dei comuni i cui territori sono attraversati dalla vecchia linea ferrata: Filippo Paolini per Lanciano, Gianni Di Rito per Rocca San Giovanni, Teresa Giannantonio per San Vito, Roberto Doris per Treglio e la neo presidente della Sangritana Loredana Di
Lorenzo. I Sindaci, la Sangritana e la Provincia indicheranno un proprio tecnico di fiducia e si formerà un gruppo di lavoro per trovare la soluzione più adeguata e percorribile per l'utilizzo, in tempi brevi, dell'area di risulta. Sulle indicazioni dei tecnici, saranno poi, ovviamente, le pubbliche amministrazioni a fare la scelta definitiva. In discussione, attualmente, ci sono tre proposte: strada di penetrazione verso il centro urbano di Lanciano; metropolitana di superficie; pista ciclabile e pedonale. L'ipotesi della strada a scorrimento veloce si basa essenzialmente sul fatto che l'ex tracciato della Sangritana, nella tratta San Vito-Lanciano, si snoda in modo parallelo alla strada di collegamento tra il casello della A-14 e il centro urbano di Lanciano. La soluzione della strada di penetrazione verrebbe quindi a colmare una lacuna esistente nel collegamento tra la città e l'autostrada. Questa ipotesi è sostenuta, in particolare, dal presidente delta Provincia, Tommaso Coletti e dal sindaco di Lanciano, Filippo Paolini. «Non sono abituato a fare mai scelte solitarie - dice Coletti -: in questo caso condivido le difficoltà più volte rappresentatemi da tutti coloro che percorrono la strada che dal casello della A-14 porta alla città di Lanciano». La presidente della Sangritana, Loredana Di Lorenzo, ha prospettato il progetto di un "treno ibrido" di nuova generazione, in grado di "camminare" sia sui binari che sulla strada. In pratica, una metropolita di superficie che percorre un tratto su rotaia e poi si trasforma in una specie di pullman per entrare in città. I Verdi, con il loro esponente Tommaso Sarchese, sono per la pista pedonale e ciclabile.
«Qualunque decisione sul futuro delle aree di risulta della Sangritana - dice la presidente Di Lorenzo - non può prescindere da un'analisi attenta e dettagliata sulla tipologia dei flussi veicolari in entrata e in uscita dal casello autostradale di Lanciano». E aggiunge: «Un obiettivo da non perdere di vista è quello di tenere ben presenti le peculiarità del territorio. Qualsiasi intervento deve, quindi, essere realizzato in armonia con il patrimonio paesaggistico, artistico e culturale dell'intera area, che custodisce in pochi chilometri una pluralità di attrattive ed emergenze urbanistiche diverse, che non possono essere ignorate». L'incontro di ieri fa seguito a quello delle scorse settimane in cui è stato firmato un protocollo d'intesa per uno studio di fattibilità sui temi della mobilità urbana.