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Pescara, 08/04/2026
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12/01/2012
La Gazzetta del Mezzogiorno
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Tagli al trasporto ferroviario - Treni, ultimatum di Vendola a Monti «Al vertice sul Sud del 17 non trattiamo, prima via i tagli dei collegamenti in Puglia». Al via la class action |
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BARI. Una diffida a Trenitalia ai fini di una Class Action; un esposto all'Antitrust sull'aumen to dei prezzi, le promozioni pubblicizzate e la nuova organizzazione dei treni, che prevede 4 livelli in sostituzione della prima e seconda classe; l'istituzione di un numero verde (800661834) attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.00 per raccogliere reclami e denunce di utenti e attivare le azioni di risarcimento danni. Sono le tre gambe su cui poggia la «vertenza Puglia» inaugurata ieri dalla Regione, che ha chiamato consumatori, sindacati e associazioni datoriali alla «guerra» contro la penalizzazione dei collegamenti da e per la Puglia da parte di Trenitalia. Di più, il governatore Nichi Vendola ha messo sul tavolo del vertice convocato dal premier Monti con i governatori del Sud per martedì 17 una posta che pesa come un macigno: nessun negoziato sarà avviato dalla Regione su alcun tema riguardante le politiche per il Mezzogiorno se prima non verrà sciolto il nodo Trenitalia. «Credo che Trenitalia debba delle risposte a noi e che il governo Monti - dice perentorio Vendola - debba delle risposte al Sud. Noi non faremo sconti a nessuno di fronte ad un vero e proprio atto di violenza da parte di Trenitalia». La Puglia, insomma, ha disseppellito l'ascia e indossato l'elmet to per difendere il diritto costituzionale alla mobilità delle merci e delle persone, principio che l'azienda guidata da Mauro Moretti avrebbe violato con una politica di disicentivo al trasporto su ferro da e per la Puglia: da un lato il peggioramento del servizio sulle linee notturne che collegano con il Nord - con scambi obbligatori nell'hub di Bologna per chi vuole andare a Torino o Milano -, dall'altro l'aumento dei prezzi dei biglietti, con una riduzione drastica dei posti (appena 150) destinati alla ex 2° classe. La campagna della «Gazzetta» ha funzionato. tellamento progressivo del servizio notturno «sta producendo una prima conseguenza: dirottare sui collegamenti su gomma il traffico di quella fascia di viaggiatori».Una battaglia, dunque, «sociale, culturale ed economica», ha rimarcato la vicepresidente della giunta Loredana Capone . Sostegno non solo da Confindustria Puglia ( Piero Montinari ) e dai sindacati regionali ( Colecchia per la Cisl, Affatato per la Cgil e Gagliano per la Uil), che attiveranno le segreterie nazionali, ma anche dal centrodestra. «Si alzi una voce sola dai nostri territori - ha detto il capogruppo Pdl Rocco Palese - per rivendicare ciò che ci spetta: il diritto a viaggiare, a farlo con servizi adeguati e costi contenuti, esattamente come il resto d'Italia». «La Puglia è più isolata da quando Fitto non è più ministro», gli fa eco Massimo Cassano . «In un momento di crisi generale, separare una regione dal resto della nazione - dicono Angelo Disabato (PpV) e Miche le Losappio (Sel) - è come infliggergli un colpo mortale». «Riportiamo il trasporto in Puglia rapidamente - dice Antonio Decaro (Pd) - sul binario della giustizia sociale». «C'è un disegno di marginalizzazione delle nostra regione» attacca il capogruppo Idv Orazio Schiavone . «L'auspicio è che anche i parlamentari pugliesi e meridionali intervengano a sostegno delle ragioni dei nostri territori» ha detto il presidente dell'Anci Luigi Perrone . Legacoop e Confcooperative - assicurano Carmelo Rollo e Gianfranco Visicchio - garantiscono il coinvolgimento delle associazioni nazionali.
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