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Pescara, 08/04/2026
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Data: 12/01/2012
Testata giornalistica: Il Centro
La riforma del tpl in Abruzzo - I sindacati: l'Arpa abbassi i costi. Filt Cgil e Uiltrasporti contro il presidente Cirulli: nessuna minaccia sugli esuberi

Trasporti. Le reazioni alle conseguenze paventate dalla fusione delle tre aziende regionali

PESCARA. Lavoratori come "scudi umani" in una sorta di guerra tra poveri dove le parti coinvolte sono da una parte i dipendenti (impoveriti nel frattempo di 300 euro al mese) e dall'altra gli utenti ai quali si vorrebbe imporre un aumento del 30% delle tariffe.
I sindacati inquadrano così la situazione che si è venuta a creare nel settore del trasporto pubblico (Tpl) dopo le parole pronunciate dal presidente Arpa Massimo Cirulli sulla fusione delle attuali tre società regionali (Arpa, Gtm e Sangritana) con la "legge Morra". Cirulli ha detto sì alla fusione aggiungendo però che essà porterà inevitabilmente ai licenziamenti dei dipendenti (una quarantina, forse) con la chiusura di una delle attuali sedi di Pescara e Chieti. Inoltre l'Arpa ha nel frattempo bloccato la trattativa sull'integrativo per recuperare il mancato rincaro dei biglietti.
«Una provocazione», ritengono i sindacati, «che non può passare in silenzio». «La capacità imprenditoriale di Cirulli è espressa dai dati di bilancio ed anche dalle continue perdite di utenza che Arpa registra nelle linee commerciali e dal fatto che, piuttosto che agire sull'organizzazione aziendale e dei servizi per ridurre i costi, è capace solo di battere cassa alla Regione», è la risposta stizzita del segretario generale della Uil Trasporti Giuseppe Murini. «Rispetto agli esuberi ed ai sinistri annunci di licenziamenti paventati», prosegue, «è opportuno prevedere, da subito, l'attivazione di tavoli di concertazione tra Regione, aziende e organizzazioni sindacali per conseguire l'unificazione dei contratti di lavoro nella direzione dell'incremento della produttività unitaria». Tali aumenti di produttività, secondo la Uil, potranno consentire, nel medio periodo, una riduzione degli organici «in coerenza con il normale percorso di fuoriuscita del personale per sopraggiunti limiti di età massima». «E ciò», riprende Murini, «senza inutili allarmismi». La Uil suggerisce di prevedere la riconversione di parte delle risorse verso funzioni di staff o funzioni indirette ad oggi assenti o sotto-dimensionate nelle aziende («ad esempio, di progettazione dell'offerta, di studio delle nuove esigenze di mobilità della cittadinanza, etc), oltre alla costituzione di un fondo di incentivazione all'esodo o il ricorso a prepensionamenti.
«Cirulli, cancellando 30 anni di contrattazione aziendale, vuole utilizzare i lavoratori attraverso la loro mobilitazione per ottenere risorse dalla Regione e nascondere 30 mesi di una gestione aziendale inefficiente», è il commento di Luigi Scaccialepre, segretario Cgil Filt Abruzzo che rileva come non ci sia stata in Arpa alcuna azione in questi anni, invece, per aggredire sacche di inefficienze: «Ci riferiamo ai livelli di evasione tariffaria a bordo degli autobus, ci riferiamo ai lavori di manutenzione dei mezzi portati all'esterno pur avendo officine funzionanti, ci riferiamo ai mancati interventi per migliorare orari e servizi».
E sulle polemiche sui licenziamenti di 30/40 dipendenti la Filt ritiene che non vi sia alcun dubbio che il piano di accorpamento dovrà prevedere «un migliore utilizzo del personale impiegatizio con l'ampliamento di nuove attività e un'eventuale riduzione degli organici attraverso il blocco del turn-over». «Così come è indubbio», aggiunge, «che nell'immediato si avrebbero importanti risparmi dalla riduzione di tutte quelle figure e attività, oggi moltiplicate per tre: dai presidenti, ai Cda, ai direttori, per passare alle attività di manutenzione, degli appalti e alle consulenze».

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