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Pescara, 08/04/2026
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Data: 12/01/2012
Testata giornalistica: La Nazione
Liberalizzazioni nei trasporti - Ataf ai privati, l'assemblea dei soci dice sì. Ora tra i comuni ribelli c'è chi vuole uscire. Bus lumaca e sit-in a Pitti. Ecco le aziende alleate per la gara regionale

SCIOPERO revocato, ma continua la protesta della Rsu di Ataf che stamani alle 11.30 sarà alla stazione per un volantinaggio. Quindi sfilata dei lavoratori alla Fortezza da Basso con lo slogan «Pitti Immagine Fottiting». E da oggi, fino a venerdì giorno di chiusura di Pitti Uomo, scatta anche la protesta «bus lumaca». Ma ieri c'è stata la svolta sulla privatizzazione. In mattinata il presidente di Ataf, Filippo Bonaccorsi, ha annunciato ai sindacati che Ataf, insieme a Ctt, Tiemme, Bus Italia e Autolinee Toscane, sta lavorando a costituire l'associazione temporanea d'impresa per partecipare alla gara regionale per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale. Un primo passo verso il conferimento della delega alla Regione da parte del Comune di Firenze, anche se ancora manca l'ufficialità. «Come ci ha spiegato Bonaccorsi nell'incontro di oggi (ieri ndr) - dice Massimo Milli della Filt Cgil - sarà il sindaco Renzi a dare il via libera al conferimento della delega alla Regione. Siamo contenti che si stia costituendo un'Ati su scala regionale, ma attendiamo un atto formale con il quale il Comune dica sì alla gara». In serata, all'agenzia Ansa, sulla partecipazione alla gara regionale, il sindaco Renzi si è limitato a dire: «Siamo vicini ma fino a che non vedo gli atti non si fa». Sempre ieri è arrivato il sì alla privatizzazione dall'assemblea dei soci Ataf. Dopo aver tentato di evitare strappi, alla fine Renzi ha scelto la strada più semplice riunendo l'assemblea dei soci (perché una delibera passi, basta il sì di Firenze che detiene l'82,18% delle quote Ataf). E ieri l'assemblea ha detto sì 'a maggioranza' alla privatizzazione, secondo le linee indicate nella delibera di giunta approvata dal consiglio comunale di Firenze il 22 dicembre. Unico voto a favore quello del Comune di Firenze, contrari Sesto Fiorentino, Calenzano e Campi. Gli altri 5 comuni soci (Fiesole, Scandicci, Bagno a Ripoli, Impruneta, Vaglia) anche se presenti non hanno votato. Fiesole e Scandicci, però, hanno fatto mettere a verbale che sono favorevoli alla privatizzazione, ma aspettano il via libera da parte dei rispettivi consigli comunali. Tra i comuni ribelli intanto c'è anche chi è pronto a uscire da Ataf. «Ho votato contro la vendita di Ataf - dice il sindaco di Sesto Gianni Gianassi - perché credo si dovesse aspettare l'esito della gara regionale per decidere quale strada prendere: se Ataf dovesse vincere la gara infatti avrebbe un altro interesse e appetibilità. A luglio poi ci avevano detto che la privatizzazione non avrebbe riguardato la tramvia che ora invece è rientrata nella vendita. Tutta la partita poi è stata gestita molto male da Firenze, con i lavoratori e i Comuni soci». Prima dell'assemblea si sono svolti, anzi si sarebbero dovuti svolgere i patti parasociali, perchè - racconta Gianassi - «visto che il Comune di Firenze aveva solo l'82% e non il 90% necessario ha fatto mancare, con un bel metodo davvero, il numero legale...». Durissimo anche il sindaco di Calenzano Alessio Biagioli che prefigura un'uscita del Comune da Ataf: «Non ha più senso che Calenzano rimanga in un'azienda che sarà gestita da un soggetto privato. E alla decisione di vendere siamo arrivati tra mille incertezze e soprattutto con una sola amministrazione che ha deciso anche per le altre!». Per Campi ha partecipato all'assemblea l'assessore alla mobilità Andrea Falsetti: «Firenze, forte dell'82%, ha voluto fare da solo dimenticando gli altri Comuni. A questo punto se una sola persona decide vada avanti da sola senza di noi».

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